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UEL: Juve 1-0 sul Friburgo nella gara di andata degli ottavi. Ci pensa Di Maria

Ritorno tra sette giorni in Germania. Preoccupa il inocchio di Chiesa

(foto IG)

di Emanuele Tonini – Si è conclusa con la vittoria della Juventus la sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Europa League. I bianconeri superano i tedeschi di misura (1-0) ma preoccupano le condizioni del ginocchio di Federico Chiesa.

Grande mattatore della serata, ben oltre il gol segnato, è stato Angel Di Maria che ha deliziato lo Stadium con giocate di grande classe. L’1-0 però non mette al sicuro la squadra di Allegri: tra 7 giorni, nella gara di ritorno i tedeschi dovranno fare molto di più del poco fatto vedere questa sera.

La partita

Allegri rinuncia al tridente, anche per le condizioni non ottimali di Federico Chiesa. Il tecnico opta quindi per un 3-5-1-1: i tre brasiliani in difesa – anche se Alex Sandro dopo 20 minuti chiede il cambio per il riacutizzarsi dei problemi già accusati domenica scorsa all’Olimpico. A centrocampo torna Miretti, davanti Di Maria si muove da trequartista dietro Vlahovic schierato unica punta. Kean parte dalla panchina e Pogba non è tra i convocati per scelta disciplinare di Allegri per via di un ritardo alla rifinitura del pomeriggio.
Il Friburgo di Streich si schiera con il 3-4-2-1, anche se gli esterni Kubler a destra e Gunter a sinistra, sono in a tutti gli effetti terzini puri schierati sulla fascia. Dietro all’unica punta Holer, giocano Sallai e Grifo, in panchina vanno invece il giapponese Doan e Petersen.

I bianconeri partono forte anche grazie a un Di Maria particolarmente ispirato; i tedeschi cercano di abbassare i ritmi con il palleggio prolungato mirato a portar via da Torino almeno un pari. Per provare a cambiare l’andamento della partita, Allegri sposta Rabiot in regia, Miretti sul centro sinistra e Locatelli mezzala destra, opzione questa che permette ai bianconeri di prendere in mano le redini del gioco. Al 13’ la prima occasione bianconera: Rabiot servito da Di Maria gira sul primo palo, Flekken si salva con i piedi anche se con un po’ di difficoltà. Un paio di minuti dopo è Cuadrado a impegnare ancora il portiere tedesco che respinge di pugno la punizione del colombiano. La partita è praticamente a senso unico, unica nota stonata l’uscita di Alex Sandro costretto a uscire per infortunio come già successo domenica contro la Roma  suo posto entra BonucciL’11 di Allegri continua a fare la partita: ci provano in sequenza Vlahovic, il cui tiro è respinto da Flekken; Bremer che non riesce a deviare in rete il corner teso di Di Maria; Cuadrado che da fuori impegna il portiere tedesco, con Vlahovic che sulla ribattuta manda alto di testa sopra la traversa.
La ripresa inizia sulla stessa falsariga della prima frazione di gioco e con l’ingresso di Fagioli per Miretti appena rientrato dall’infortunio.
Vlahovic spreca di testa un altro assist del Fideo. Finalmente i bianconeri passano: cross di Kostic dalla sinistra e incornata vincente di Di Maria in anticipo su Gunter. Il gol di testa non è certo la specialità della casa, ma tanto basta per sbloccare una gara che si stava facendo difficile anche per il muro eretto dal Friburgo. Una volta in svantaggio, i tedeschi provano a reagire, Streich sostituisce Sallai ed Eggestein con Doan e Keitel. Al 64’ il Friburgo pareggia, ma l’arbitro greco Sidiropoulos annulla il gol Holer per fallo di mano di Ginter dopo essere stato richiamato a una review al VAR. Allegri sostituisce uno spento Vlahovic con Chiesa, ma è il Friburgo adesso a fare la partita. La Juve invece di provare a raddoppiare, abbassa il baricentro chiudendosi pericolosamente. I tedeschi sfiorano la traversa al 75’ con una punizione di Grifo. Con il cambio di Kean per Kostic i bianconeri cercano di riguadagnare pochi minuti dopo però Chiesa subisce l’infortunio del ginocchio. Resta in campo per onor di firma e la Juve è costretta a giocare praticamente in 10. Gli ultimi minuti passano senza grossi sussulti, i tedeschi ci provano ma senza troppa convinzione, i bianconeri controllano e portano a casa la vittoria. Ritorno tra sette giorni in Germania, dove il Friburgo dovrà fare molto di più se vuole continuare il cammino europeo.

Il tabellino

Juventus-Friburgo 1-0

JUVENTUS (3-5-1-1): Szczesny, Danilo, Bremer, Alex Sandro (23’ Bonucci); Cuadrado, Miretti (46’ Fagioli), Locatelli, Rabiot, Kostic (78’ Kean), Di Maria; Vlahovic (67’ Chiesa). Allenatore: Allegri

FRIBURGO (3-4-2-1): Flekken; Sildillia, Ginter, Lienhart (67’ Gulde); Kubler, Eggestein (59’ Keitel),Hofler, Gunter; Sallai (59’ Doan), Holer (88’ Gregoritsch), Grifo. Allenatore: Streich

ARBITRO: Sidiropoulos (Grecia)

MARCATORI: Di Maria (J) al 53’

AMMONITI: Ginter (F), Holer (F), Bremer (J), Bonucci (J)

Allegri nel post partita

ALLEGRI – “Chiesa ha sentito un fastidio, da valutare, ma niente di grave, lo speriamo tutti. Abbiamo dei giocatori fuori, ma abbiamo Soulé, Miretti, Fagioli. Bonucci ha fatto bene dispiace per Kean che è squalificato domenica. Domenica sarà una sfida difficile e importante, poi andiamo a Milano e negli scontri diretti può succedere di tutto“. Sulla gara di stasera: “A Friburgo non sarà semplice, la cosa che mi lascia pensare positivo è che abbiamo creato molto, loro dovranno concederci spazi e noi dovremo essere bravi a sfruttarli. L’importante è avere l’atteggiamento giusto per fare anche partite di sacrificio. Partita di grande intensità, buona tecnica, fortunatamente il gol era fallo di mano sennò rischiavamo di pareggiare. Abbiamo sbagliato troppo gli ultimi passaggi, i tempi diventano fondamentali, altrimenti gli altri tornano in posizione”.

Su Pogba: “I giocatori maturano perché nella Juve ci sono regole che i vecchi fanno rispettare. Per tornare a competere in alcune competizioni servono qualità caratteriali e morali importanti. Sono contento oggi per Kean, quando giochi partite di livello però non devi sbagliare i passaggi decisivi. Siamo partiti giocando in un modo, poi Chiesa non rientrava, Di Maria si è fatto male e Kostic è un giocatore che sta facendo una grande annata. Bisogna comunque migliorare e diventare più cinici, lo dicono le percentuali“.

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