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Juventus: arrivato il deferimento per le “manovre stipendi”

Il nuovo procedimento inizierà a giugno

Lunedì prossimo la Corte federale d’appello dovrà decidere sulla rideterminazione della penalizzazione, ma per la Juventus è già pronto un nuovo processo. È quello relativo al secondo filone dell’inchiesta penale “Prisma” che riguarda la “manovra stipendi, le partnership sospette e i rapporti con alcuni agenti”.

Nell’aprile scorso la Procura della Figc aveva notificato l’atto di conclusione delle indagini alla Juventus e agli ex dirigenti Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Pavel Nedved, Federico Cherubini, Giovanni Manna, Paolo Morganti, Stefano Braghin e Cesare Gabasio, contestando la violazione del principio di violazione del principio di lealtà sportiva (articolo 4.1).

La società è stata deferita per responsabilità diretta e oggettiva “per gli atti e comportamenti posti in essere dai propri dirigenti”.

Il nuovo procedimento inizierà nel mese di giugno.

Attraverso un comunicato pubblicato sul sito della Federcalcio, la Procura ricostruisce tutti i passaggi della vicenda.

Filone manovre stipendi

Per quanto riguarda la manovra stipendi 2019-20, il procuratore federale Chinè contesta ad  Agnelli e Paratici l’aver depositato presso la Lega Serie A gli accordi di riduzione di 4 mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) di 21 calciatori ma non quelli di recupero di 3 delle 4 mensilità rinunciate (aprile, maggio, giugno 2020) “nella consapevolezza che gli accordi economici contenenti le integrazioni stipendiali per il recupero delle mensilità rinunciate sarebbero stati depositati dopo il 30.6.2020, ovvero dopo la chiusura dell’esercizio contabile al 30.06.2020, come poi effettivamente accaduto”.

Gli accordi erano stati raggiunti con: BentancurBernardeschi, BonucciChielliniCuadrado, Danilo, De Ligt, De Sciglio, Demiral, DouglasDybalaHiguain, Khedira, Alex SandroMatuidiPjanicRabiotRamsey, Cristiano RonaldoRugani, Szczesny e con l’allenatore Maurizio Sarri.

La stessa violazione è contestata per la stagione 2020-21, relativamente agli accordi raggiunti con 17 giocatori per una riduzione stipendiale di importi pari a circa 4 mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) nella consapevolezza che non vi sarebbe stata alcuna riduzione stipendiale effettiva. Gli stessi importi, infatti, “sarebbero stati riconosciuti agli stessi calciatori (circostanza poi non verificatasi soltanto per Dybala e Cristiano Ronaldo) nelle stagioni sportive successive, così come già concordato fra le parti attraverso scritture private non riportate su moduli federali. Circostanza poi effettivamente verificatasi attraverso il deposito, successivamente al 30.6.2021, data di chiusura dell’esercizio contabile 2021”.

Secondo l’accusa, la “manovra” aveva l’obiettivo di “postergare negli esercizi successivi (2022 e, per alcuni, anche 2023) i costi correlati agli importi rinunciati dai calciatori prima del 30.06.2021, con ciò peraltro violando il principio contabile di competenza economica e, dunque, in tal modo violando il principio di par condicio con le altre società consorelle della Lega di A, in punto di equilibrio economico finanziario”.

Filone rapporti con gli agenti

Per alcuni trasferimenti, rinnovi di contratto o sottoscrizione di contratto, compresi tra il 2015 e il 2022, viene contestata alla Juventus la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e la violazione e/o elusione di quanto previsto dal Regolamento degli Agenti Sportivi della Figc. Sia in via autonoma sia concorso con alcuni di questi agenti.  

Secondo Chinè la Juve avrebbe “remunerato agenti sportivi per operazioni di trasferimento di calciatori in assenza di una reale attività di intermediazione dell’agente; si sarebbe avvalsa di un agente sportivo senza alcun conferimento di mandato; o in altri casi avrebbe conferito un mandato “fittizio/non veritiero” ad altro agente; o ancora avrebbe remunerato un agente in assenza di una reale attività di intermediazione al fine di compensare e sanare le debenze nei confronti dell’agente per la trattativa di un altro calciatore all’epoca dei fatti minorenne o “giovane di serie” per il quale quindi non poteva essere pattuito alcun corrispettivo”.

Per quanto di competenza, la Procura ha trasmesso copia degli atti alla Commissione federale agenti sportivi per indagare la posizione di Davide Lippi, Gabriele Giuffrida, Giorgio Parretti, Antonio Rebesco, Luca Ariatti, Silvio Pagliari, Giuseppe Galli, Michele Fioravanti, Luca Puccinelli, Tullio Tinti, Vincenzo Morabito.

Tra le operazioni per le quali vengono contestati gli addebiti figurano il trasferimento di Spinazzola alla Roma, il rinnovo di Chiellini, il trasferimento di Zanimacchia dal Genoa alla Juventus.

Filone partnership con altri club

Relativamente a questo ultimo filone, la Procura contesta alla Juventus di “aver trattato, sottoscritto o comunque pattuito con le società Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Udinese, Bologna e Cagliari accordi confidenziali aventi ad oggetto operazioni di mercato relative all’acquisto e/o alla cessione e/o al riscatto di calciatori, senza provvedere al deposito della relativa modulistica federale presso la Lega di Serie A e/o provvedendo a depositare modulistica federale recante pattuizioni in tutto o in parte diverse da quelle effettivamente concluse, così tenendo una condotta di palese elusione della normativa federale che, per ragioni di trasparenza, impone di dare adeguata evidenza agli accordi aventi ad oggetto il trasferimento dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori”.

Le posizioni dei club coinvolti e dei rispettivi dirigenti “saranno valutate all’esito delle ulteriori indagini in corso, ad oggi coperte da segreto istruttorio , a seguito della trasmissione degli atti dell’indagine penale da parte della Procura della Repubblica di Torino alle Procure competenti lo scorso 24 febbraio 2023”.

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