Nell’ultimo atto del girone di andata il Milan vince 3-0 a Empoli e torna al successo in trasferta in campionato dopo tre mesi. I gol rossoneri portano la firma di Loftus-Cheek, di Giroud su rigore e di Traoré. La squadra di Andreazzoli paga un pessimo primo tempo. Nelle gare delle 15.00 il Torino affonda il Napoli grazie alle reti di Sanabria, Vlasic e Buongiorno. Ennesimo stop per i campioni d’Italia in carica, che con questa sconfitta falliscono l’opportunità di riavvicinarsi al quarto posto occupato dalla Fiorentina. Quarta vittoria nelle ultime cinque sfide casalinghe per la squadra di Juric. La Lazio di Sarri approfitta dei passi falsi di Bologna e, Fiorentina e Napoli e prende 3 punti a Udine: finisce 2-1 con il primo gol in serie A di Luca Pellegrini e Vecino subentrato a Kamada. Di Walace il momentaneo pareggio dei friulani. Biancocelesti a meno 3 dalla quarta posizione. Nel match delle 18.00 la Salernitana va ko in casa con la Juventus, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio con rete di Maggiore al 39′. In avvio di secondo gli uomini di Inzaghi restano in 10 e Illing Junior e poi Vlahovic al 90′ regalano una vittoria pesante ai bianconeri. Nel posticipo dell’Olimpico Roma e Atalanta fanno 1-1. Dybala risponde su rigore al vantaggio nerazzurro di Koopmeiners. Ancora espulso Mourinho.
Empoli-Milan 0-3 ore 12.30
Comincia la gara e gli ospiti prendono il controllo del possesso schiacciando l’Empoli. La prima occasione della gara arriva dopo 3’ di gioco ed è per i rossoneri: la conclusione di Reinjders finisce di poco sul fondo. Passano pochi minuti e passano i rossoneri grazie alla rete di Loftus Cheek, bravo a sfruttare l’assist di Leao. Sotto nel punteggio, la squadra di casa prova a reagire aumentando la pressione in avanti: al 24’ Cambiaghi calcia di poco alto. Il Milan da la sensazione di poter gestire senza problemi i ritmi dell’Empoli, giocando prevalentemente nella metà campo avversaria. Raggiunta la mezz’ora di gioco, Maleh colpisce di mano nella sua area e l’arbitro concede un calcio di rigore per il Milan, grazie all’ ausilio del VAR. Dagli undici metri si presenta Giroud che non sbaglia, Caprile intuisce ma non basta. Trovato il doppio vantaggio, i rossoneri controllano senza concedere nulla agli avversari. Poco prima del termine della prima frazione, Stefano Pioli perde Florenzi per infortunio ed inserisce Jimenez. I primi 45’ di gioco terminano con il Milan in vantaggio di due reti.
Durante l’intervallo nessuno dei due tecnici effettua sostituzioni e le due formazioni rientrano in campo invariate.
Nella ripresa l’Empoli mostra un atteggiamento più propositivo mentre il Milan attende la ripartenza giusta. Dopo pochi minuti ci prova Loftus Cheek ma il suo tiro sfiora il palo di Caprile. Poco più tardi, il portiere dell’Empoli deve salvare sul colpo di testa di Pulisic. Nella seconda metà della ripresa, i padroni di casa aumentano la pressione e al 66’ Cambiaghi calcia da ottima posizione e sfiora il palo, spaventando il Milan. La squadra toscana approfitta di un’altra distrazione difensiva dei rossoneri e al 70’ il tiro di Caputo viene respinto sulla linea da Theo Hernandez. Nella ripresa gli ospiti hanno lasciato l’iniziativa agli avversari, limitandosi a giocare di rimessa. Negli ultimi dieci minuti di gioco, il Milan abbassa i ritmi mentre l’Empoli tenta in tutti di riaprire la gara. Nei minuti di recupero, con i padroni di casa sbilanciati, trova spazio in ripartenza il Milan e Traorè chiude i conti davanti a Caprile, prima rete in serie A per il giovane attaccante. La gara termina con il successo del Milan, il sesto risultato utile consecutivo, considerate tutte le competizioni.
La squadra di Pioli indirizza la gara nel primo tempo e la chiude nella ripresa. L’Empoli esce sconfitto dalla sfida dopo aver disputato una pessima prima frazione, nella ripresa sicuramente più vivace la squadra toscana ma il Milan regge. I rossoneri salgono a quota 39 in classifica mentre l’Empoli resta a 13 punti, penultimo. (g.s.)
Torino-Napoli 3-0 ore 15.00
Mazzarri sceglie ancora Raspadori per sostituire Victor Osimhen, con Simeone ancora dalla panchina. Nei primi otto minuti di gioco sono i granata a rendersi pericolosi: prima con una conclusione dell’ex Zapata respinta da Gollini, poi in occasione del destro di Vlasic, con il pallone finito a lato. Inizio di gara complicato per i partenopei, che soffrono l’organizzazione di un Torino solido e ben messo in campo, che al 21’ sfiora il vantaggio ancora con Vlasic: il croato ex West Ham si inserisce sugli sviluppi di un cross di Bellanova, ma manda alto con il sinistro. Il primo pericolo azzurro arriva al minuto 25’, quando su cross di Di Lorenzo Raspadori sfiora il gol, trovando la risposta di un ottimo Milinkovic-Savic. E’ ancora Raspadori a preoccupare la fase difensiva granata, concludendo a lato su un buon assist trovato da Cajuste. Dopo questa mini reazione partenopea, il Torino torna a proporsi con convinzione in fase offensiva: al 36’ si invertono i ruoli in casa granata, con Zapata che serve il cross all’indirizzo di Bellanova, ma Mario Rui salva tutto con il proprio intervento. Dopo pochi minuti gli uomini di Juric trovano il meritato vantaggio: al minuto 43’ Ilic mette dentro un’interessante calcio di punizione, che intercettato da Zapata, rende più semplice la conclusione di Sanabria, che regala l’uno a zero ai suoi. Termina 1-0 in favore del Torino il primo tempo del match.
L’avvio di ripresa ha del clamoroso: Mazzarri inserisce in campo il nuovo acquisto Mazzocchi, che dopo meno di cinque minuti è l’autore di un bruttissimo fallo su Lazaro, che gli costa l’espulsione diretta dopo la revisione al VAR. Dopo un paio di minuti il Torino trova subito il raddoppio: è Vlasic a siglare la rete del 2-0, battendo Gollini con il destro. Sotto di due reti e in inferiorità numerica, i partenopei non riescono mai a impensierire Milinkovic-Savic, con i padroni di casa che invece cercano insistentemente il terzo gol, trovato al minuto 66’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Lazaro, Alessandro Buongiorno trova di testa la rete del 3-0 finale. Poco da segnalare negli ultimi venti minuti di gioco, con un check del VAR che toglie ogni dubbio su un possibile calcio di rigore in favore del Napoli.
Con questi tre punti i granata salgono al decimo posto in classifica, a un solo punto di distanza dal Napoli nono. (g.r.)
Udinese-Lazio 1-2 ore 15.00
Al Bluenergy Stadium di Udine, Udinese e Lazio scendono in campo per il loro primo impegno del 2024. Biancocelesti che vogliono approfittare dei passi falsi di Bologna e Fiorentina per guadagnare punti sulla zona Champions, mentre l’Udinese vuole dare continuità agli ultimi risultati (Cinque punti nelle ultime tre sfide, di cui 3 nell’ultimo turno contro il Bologna).
Padroni di casa in campo col 3-5-1-1: Okoye tra i pali, linea difensiva composta da Kristensen, Perez e Ferreira, Ebosele e Masina sulle fasce, Payero, Walace e Lovric a completare il centrocampo con Pereyra a sostegno dell’unica spunta Lucca.
La squadra capitolina risponde con il suo classico 4-3-3, con Sarri che mette in campo tutti i nuovi acquisti: Provedel in porta, Marusic e Pellegrini terzini e la coppia spagnola Patric-Gila a chiudere il reparto; Kamada, Rovella e Guendouzi in mezzo e tridente composto da Zaccagni, Castellanos ed Isaksen.
Al 10’ prima situazione chiave del match: Isaksen anticipa Kristensen, che al limite dell’area lo stende, rimediando il giallo. Il danese è costretto ad uscire dal campo. Calcio di punizione affidato a Luca Pellegrini che prova la conclusione diretta: tiro che si rivela vincente, perché il terzino biancoceleste infila il pallone all’angolino basso di destra, dove Okoye non riesce ad intervenire. È il primo gol con la Lazio per l’ex-Juve, che si lascia andare ad un’esultanza sfrenata.
Nel frattempo, Isaksen rientra in campo.
Squadra di Sarri padrona del gioco che al 17’ ci prova con Kamada che non inquadra la porta su colpo di testa. Pochi tiri nello specchio, molti invece i falli (10) nella prima mezz’ora. Al 33’ arriva un altro giallo, questa volta a Payero, per un intervento in ritardo su Guendouzi, poi altri cartellini per Masina, Kamada e Ferreira. Animi accesi sul finale, con Walace che mette le mani in faccia Rovella e Sacchi costretto ad intervenire per ristabilire la pace. Primo tempo che si chiude sul risultato di 1-0 in favore dei biancocelesti.
Inizio di ripresa con variazioni tattiche da parte di entrambi gli allenatori: Sarri inserisce Vecino e Felipe Anderson al posto del claudicante Isaksen e dell’ammonito Kamada, Cioffi invece inserisce Hassane Kamara al posto di Masina, anche lui sostituito per il giallo ricevuto.
Pronti, via e l’Udinese si guadagna un calcio di punizione: ci prova Lovric con il destro, costringendo Provedel alla prima vera parata. Al 50’ ancora Pereyra, la cui conclusione è deviata da Rovella. Sul calcio d’angolo successivo, il “Tucumano” sbaglia da pochi passi.
Al 57’ Ebosele semina il panico sulla fascia destra, con Pellegrini costretto a stenderlo e rimediare l’ennesimo giallo del match. Sul calcio di punizione seguente, l’Udinese trova il pari: Lovric calcia di potenza in area di rigore, trovando la deviazione vincente di Walace. Pareggio meritato per la squadra di Cioffi, tornata meglio in campo rispetto a quella di Sarri.
Altri cambi al 68’: per l’Udinese esce Lucca al posto di Success, la Lazio inserisce Lazzari e Pedro per Zaccagni, uscito infortunato, e Pellegrini.
Nel momento di maggior difficoltà, la Lazio si riporta in vantaggio. Lancio lungo a cercare Castellanos sul filo del fuorigioco e sponda di testa dell’argentino a premiare l’inserimento di Felipe Anderson: il brasiliano a sua volta anticipa di testa il difensore avversario e serve Vecino, che col destro calcia con precisione chirurgica, pescando l’angolino e battendo il portiere avversario.
Altro gol pesante per il centrocampista uruguaiano dopo quello segnato all’Olimpico contro il Torino.
La Lazio va vicina alla terza marcatura con Felipe Anderson, che calcia di potenza ma conclude alto.
L’Udinese si sbilancia in avanti negli ultimi minuti, alla ricerca disperata del pari. Sarri inserisce Romagnoli per difendere il risultato, provando poi a colpire la squadra di Cioffi in contropiede.
I friulani vanno alla conclusione con Payero, su cui si accartoccia bene Provedel.
Assalto finale dei padroni di casa, imprecisi però sotto porta con la conclusione al volo di Ehizibue che termina in curva.
Al termine dei 5 minuti di recupero assegnati, la Lazio può festeggiare la terza vittoria consecutiva: termina 2-1 per gli uomini di Sarri, che si portano a -3 dal quarto posto. Udinese che rimane 16esimo con 17 punti, a +3 sulla zona retrocessione. (m.b.)
Salernitana-Juventus 1-2 ore 18.00
Nel pomeriggio all’Arechi, come da attese, è la Juventus a condurre il gioco con i padroni di casa attenti a non concedere spazi. Dopo appena 5’ di gioco si fa vedere in avanti la squadra granata ma la conclusione di Sambia viene parata da Szczesny. La squadra di Massimiliano Allegri, con il passare dei minuti alza il suo baricentro e al 10’ è pericoloso Danilo di testa ma Gyomber devia in angolo. Dopo i primi minuti, giocati con coraggio e sfrontatezza, la Salernitana lascia l’iniziativa ai bianconeri compattandosi nella sua metà campo. Raggiunto la metà della prima frazione è decisivo Fazio a salvare su Bremer. Continua ad attaccare la squadra ospite e al 33’ Weah calcia da ottima posizione ma Daniliuc salva tutto. Raggiunto il 39’ di gioco, nel momento migliore della juventus, arriva il vantaggio della Salernitana con Maggiore, il centrocampista calcia col sinistro e batte Szczesny. Una volta sbloccato il punteggio, i granata si difendono con tutti i loro effettivi e terminano il primo tempo avanti di una rete.
Durante l’intervallo il tecnico della Juventus inserisce Rugani per Gatti e Iling Junior per Kostic. Riparte molto forte la Juve che al 48’ sfiora il pari con Mckennie, il colpo di testa dell’americano termina fuori di un soffio. Pochi minuti più tardi arriva l’episodio che cambia la partita: secondo cartellino giallo per Maggiore e Salernitana in dieci uomini dal 52’ della ripresa. Con la superiorità numerica, i bianconeri attaccano a testa bassa alla ricerca del pari, i granata si compattano a difesa del vantaggio. La rete del pari della Juventus arriva al 64’ con Iling Junior, il laterale insacca da distanza ravvicinata e rimette in parità il punteggio. Subito il pari, risponde subito la Salernitana con Bradaric: il mancino da fuori del terzino viene respinto in tuffo da Szczesny. Pochi minuti più tardi, ancora Salernitana vicina al gol: Simy manca il pallone sul secondo palo, a pochi passi da Szczesny. La squadra di Massimiliano Allegri, negli ultimi 20’ di gioco, ricomincia ad attaccare con continuità. I padroni di casa cominciano a sentire la stanchezza e concedono campo agli avversari. Quando manca un quarto d’ora dal termine, ci prova Iling Junior ma il suo tentativo termina fuori da buona posizione. La Juventus mantiene il controllo del possesso ma fatica a rendersi pericolosa negli ultimi sedici metri, complice anche l’atteggiamento ultra difensivo dei granata. Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero e i bianconeri si gettano in avanti con tutti i loro effettivi: al 92’ Danilo trova Vlahovic al centro dell’area e il serbo di testa batte Costil, Juve in vantaggio in pieno recupero e rimonta completata. Negli ultimi minuti di gioco, i bianconeri gestiscono il risultato senza correre rischi e si portano a casa tre punti molto importanti.
La Salernitana esce sconfitta dal confronto nonostante una buona prestazione e resta ultima in classifica a 12 punti. La Juventus si prende i tre punti nel finale e torna a meno due punti dall’Inter capolista. (g.s.)
Roma-Atalanta 1-1 ore 20.45
La Roma chiude il suo girone di andata contro una potenziale rivale per un posto in Europa, l’Atalanta di Giampiero Gasperini. Mourinho ancora in emergenza schiera Kristensen a destra sulla linea dei difensori vicino a Mancini schierato centrale con Llorente a sinistra, rinuncia a Paredes e riporta Cristante a centrocampo, schiera Pellegrini dall’inizio, in avanti conferma Dybala e Lukaku. Gasperini affida le chiavi dell’attacco a De Ketelaere, schiera Koopmeiners e Miranchuk alle spalle del belga, De Roon ed Ederson in mediana, Holm e Ruggeri sulle fasce.
Gara da subito molto accesa che inizia con un fallo di Scalvini su Pellegrini che costringe il capitano giallorosso a riprendere il gioco dopo 4 minuti. Al 6′ primo squillo della Roma con Dybala che verticalizza bene per Lukaku ma Carnesecchi in uscita bassa limita il belga. Il primo affondo dell’Atalanta e micidiale, Miranchuk lanciato bene sulla destra mette al centro dove Koopmeiners sfrutta la mancata copertura di Karsdorp e di testa batte Rui Patricio. La squadra di Mourinho prova subito a reagire con Pellegrini che di testa manda alto al 10′ e al 21′ porta Lukaku al tiro che costringe Carnesecchi alla respinta di piede. Poi è Dybala al 22′ a crossare forte inducendo Ederson a una deviazione che per poco non beffa il suo portiere. Dal 33′ al 35 i giallorossi creano tre occasioni per pareggiare: prima Dybala non trova la deviazione su un bel servizio di Pellegrini, poi Bove viene fermato in extremis da Carnesecchi in uscita, infine Zalewski prova un pallonetto da fuori per sorprendere il portiere nerazzurro uscito dai pali, sul salvataggio di Djimsiti si avventa Karsdorp che dopo la conclusione viene colpito da Ruggeri. Aureliano viene richiamato alla Var e dopo una breve verifica fischia il rigore che Dybala trasforma con freddezza per l’1-1.
Al 5′ minuto di recupero Lukaku fa da sponda per Dybala, il tiro da centro area dell’argentino viene respinto in extremis dai difensori bergamaschi.
Si riprende il gioco con l’ingresso in campo del nuovo arrivato in casa giallorossa Huijsen al posto di Llorente, e con Scamacca al posto di De Ketelaere per l’Atalanta. Al 56′ è la Roma ad affacciarsi pericolosamente dalle parti di Carnesecchi, con una punizione battuta da Pellegrini deviata proprio da Huijsen. Al 61′ è Dybala ben imbeccato da Karsdorp a costringere il numero dell’Atalanta in corner. Col passare dei minuti le squadre perdono un po’ le misure, ci prova di più la Roma che però rischia spesso di scoprirsi troppo. All’80′ Spinazzola, da poco entrato per Zalewski, a servire palla al centro a Lukaku che però spedisce alto. L’Atalanta da la sensazione di accontentarsi del pari, i padroni di casa tentano il forcing finale ma non sfondano. Nel recupero Aureliano espelle Mourinho dopo le proteste per un paio di episodi controversi e per la Roma resta solo un ultimo tentativo con una mischia in area risolta con affanno dalla difesa di Gasperini.
Finisce 1-1 una gara in cui la Roma ha concluso 16 volte in porta e mantenuto la palla per il 55% del tempo, cosa non scontata alla vigilia della gara. L’Atalanta bene in avvio è poi calata vistosamente con il passare dei minuti. Mercoledì impegno per entrambe nei quarti di Coppa Italia, derby per la Roma, il Milan per l’Atalanta. (m.s.)
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