di Andrea Iustulin – Se il calcio è una malattia da cui non si vuole guarire, non è possibile allora non volare in Bulgaria per assistere al Derby Eterno di Sofia. Una sfida affascinante dove lo spettacolo oggi è assicurato sugli spalti più che in campo. Scenografie moderne e ambiente dal sapore antico che fanno vivere due ore di spettacolo garantito.
L’eterno conflitto dei paesi del blocco sovietico con le società permeate di politica e giochi di potere. Il tipico Cska creato a tavolino dal regime nel 1948 andando a plasmare diverse società sotto un’unica maglia di quel rosso patriottico che simboleggiava il potere e rappresentava il Ministero della Difesa, quindi l’esercito.
Dall’altra parte dello Stadio Nazionale si presentava il Levski, club fondato nel 1914 da un gruppo di studenti universitari che diedero alla squadra il nome dell’eroe nazionale Vasil Levski, definito “Apostolo della libertà” che ideò e curò la strategia nel movimento rivoluzionario per la liberazione della Bulgaria dal dominio Ottomano nel diciannovesimo secolo.
Il classico dualismo tipico dei paesi sotto il dominio dell’Unione Sovietica con il Cska a rappresentare l’elitè mentre il Levski come portavoce dei ceti popolari e per questo la scelta del colore blu per le divise.
Per quanto fosse un club già esistente, anche il Levski subì il potere politico con il cambio di nome in Dinamo Sofia durante gli anni 50 facendo riferimento al Ministero dell’Interno diventando la squadra della polizia.
Inevitabile quindi lo scontro ideologico e calcistico fra due club che hanno letteralmente fagocitato il calcio bulgaro con dei picchi tali obbligare i piani alti a provvedimenti drastici come avvenne dopo la finale di coppa nazionale del 1985.
Una partita carica di tensione, risse e comportamenti deplorevoli che portò alla decisione di staccare i club dai ministeri arrivando addirittura alla rinomina: il Cska divenne Sredets (dall’antico nome della capitale) e il Levski divenne Vitosha (dalla montagna che domina Sofia). Solo la caduta del regime comunista ripristinò la normale dicitura.
Se i fasti tecnici sono ormai scemati, lo spettacolo sugli spalti è ancora una realtà anche se dimezzata. Infatti l’appeal del Cska è scemato con i suoi tifosi sempre più pacati, mentre il fascino degli Ultras Levski rimane inalterato tanto da essere considerato uno dei settori più caldi d’Europa. 31 scudetti e 21 coppe nazionali per il CSKA Sofia e 26 titoli nazionali e 26 coppe di Bulgaria per il Levski.
Questa è la diarchia del calcio bulgaro, questo è il Derby Eterno.

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