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Serie A: 27^ giornata, le gare di domenica

In coda bene Verona e Cagliari; il Bologna batte l'Atalanta, il Napoli castiga la Juve

Nel lunch match della 27^ giornata, vittoria fondamentale del Verona nello scontro diretto per la salvezza contro il Sassuolo. Decide il nuovo acquisto Swiderski Esordio amaro per Ballardini che perde anche Berardi vittima della rottura del tendine d’Achille. Sfide delicate in coda anche quelle delle 15: pareggiano 1-1 Frosinone e Lecce, colpo grosso del Cagliari che passa sul campo dell’Empoli. Nell’incrocio delle 18 a Bergamo Atalanta e Bologna si gioca per un posto nella prossima Champions League. Vince in rimonta la squadra di Thiago Motta. Nel posticipo il Napoli supera la Juventus per 2-1 grazie ai gol di Kvaratskhelia e Raspadori.

Hellas Verona-Sassuolo 1-0 ore 12.30

Dato il peso del match, le squadre partono contratte, quasi più impegnate a evitare di subire un gol piuttosto che realizzarlo. Il primo squillo dell’incontro arriva infatti al quarto d’ora, quando un cross di Berardi verso il secondo palo raggiunge Thorstvedt. Il norvegese controlla e calcia al volo di sinistro, ma il tiro è troppo centrale e Montipò è bravo a respingere. I neroverdi attendono nella propria metà campo puntando alle ripartenze con Berardi e Laurienté, ma dando allo stesso tempo la possibilità all’Hellas di macinare gioco con il passare dei minuti.
I veneti bussano alla porta avversaria dopo 27’. Thomas Henry, liberato al limite da Serdar, calcia con il destro da fuori senza trovare lo specchio della porta per questione di centimetri. Gli uomini di Baroni crescono nella gara ed al 32’ vanno vicini per due volte al vantaggio nel giro di pochi secondi. Doppio tentativo dei padroni di casa: Suslov spara col mancino dalla distanza con Consigli a opporsi, sulla respinta Cabal cerca il tap in vincente, ma il portiere degli emiliani è reattivo e nega la gioia al colombiano. Il Verona cerca la zampata vincente nel finale di tempo, ma la retroguardia ospite è attenta e riesce a portare la partita sullo 0-0 al duplice fischio di Maresca.

La vivacità della seconda metà del primo tempo si protrae a inizio ripresa. Le due formazioni ripartono forte con un’occasione per parte. Dal lato dell’Hellas, Suslov calcia pericolosamente in area con sinistro trovando però le mani di Consigli. Per la squadra di Ballardini è invece Berardi a spaventare il portiere avversario da calcio di punizione, con il sinistro del capitano dei neroverdi che fa sibilare il pallone alla sinistra del palo. Il Sassuolo trova più spazi e si rende pericoloso con Pinamonti da fuori, ma nel proprio momento migliore perde nuovamente Berardi per infortunio all’ora di gioco. L’attaccante che tornava oggi dopo due mesi di stop, lascia il campo in lacrime; la diagnosi sarà rottura del tendine di Achille e stagione finita. Un problema per il Sassuolo ma anche per la Nazionale di Spalletti. Castillejo sostituisce il capitano degli emiliani, mentre Baroni cambia volto all’attacco inserendo sia Swiderski che Bonazzoli. Il doppio cambio del Verona si rivela più che produttivo, poiché nel finale i due centravanti confezionano l’1-0 per gli scaligeri. Al 79’ un errore in impostazione del Sassuolo spalanca la strada a Bonazzoli che lancia proprio Swiderski a campo aperto. L’attaccante della nazionale polacca è freddo col mancino davanti a Consigli e buca il portiere avversario per il suo primo gol dall’arrivo in gialloblù a gennaio.
Gli ospiti si riversano nell’area dell’Hellas alla ricerca del pari negli ultimi minuti, ma mancano fantasia e determinazione ed il gol non arriva. I tre punti vanno ai veneti che salgono a +3 dalla zona retrocessione. Esordio amaro sulla panchina dei neroverdi per Ballardini, con il Sassuolo al penultimo posto bloccato a 20 punti . (e.c.)

Frosinone-Lecce 1-1 ore 15.00

Al Benito Stirpe il Frosinone ospita il Lecce in una sfida importantissima in chiave salvezza. Di Francesco torna alla difesa a 4 con Zortea e Valeri sulle corsie laterali e la coppia Okoli-Romagnoli al centro; in mediana spazio a Gelli, con Brescianini e Mazzitelli; in attacco Harroui e Soulé affiancano Cheddira. Stesso 4-3-3 per D’Aversa: davanti a Falcone tocca a Gendrey, Pongracic, Baschirotto e Gallo; a centrocampo confermato Kaba al fianco di Ramadani e Rafia che sostituisce Oudin; nel tridente offensivo con Almqvist il tecnico rispolvera Banda e Krstovic dal primo minuto.

Subito problemi per Di Francesco che al 5’ perde Harroui per infortunio ed è obbligato a bruciare il primo slot per le sostituzioni per inserire Carvalho. Il primo squillo del match è del Lecce con Krstovic che incrocia il destro ma Cerofolini devia in corner di piede (25’). Ci prova anche Almqvist con un tiro dalla lunga distanza 4 minuti più tardi; ne esce una conclusione lenta e centrale che non crea problemi al portiere dei gialloblù. Il Frosinone risponde al 38’ con un tiro da fuori di Reinier bloccato in presa bassa da Falcone. Nell’ultima azione del primo tempo i padroni di casa sbloccano il risultato: al 47’ un calcio di punizione battuto da Zortea trova la sponda di Romagnoli; Falcone rinvia sui piedi di Cheddira che di sinistro insacca l’1-0. 

Nessun cambio all’intervallo e nella ripresa arriva subito con una clamorosa opportunità per il Lecce. Al 56’ Zortea si inventa un retropassaggio sconsiderato e il portiere Cerofolini è costretto ad abbattere Krstovic che si era avventato sul pallone. Sul dischetto si presenta Rafia, para Cerofolini, sulla ribattuta spazza Valeri che secondo l’arbitro Guida era entrato in area troppo presto. Rigore da ripetere, decisione che Di Francesco contesterà a fine match. Stavolta è Krstovic ad andare alla battuta, prende il palo ma la palla colpisce la schiena del portiere dei ciociari e finisce in porta per l’1-1. Il Frosinone reagisce e prima colpisce l’incrocio dei pali con un tiro di controbalzo di Gelli (64’) poi trova anche il gol del nuovo sorpasso con Brescianini imbeccato da Cheddira che Guida annulla per fuorigioco.
Tra l’89’ e il 90’ i padroni di casa costruiscono due grandi occasioni per il raddoppio la prima sciupata da Kaio Jorge, la seconda con un potente tiro dalla distanza di Seck che esce di pochissimo. C’è ancora spazio per un ultimo brivido per il Lecce sul tentativo di Kaio Jorge al 6’ di recupero ma salva tutto Falcone. (s.p.)

Empoli-Cagliari 0-1 ore 15.00

Al Castellani si gioca lo scontro salvezza tra Empoli e Cagliari. I toscani arrivano da un ottimo momento di forma: dall’arrivo di Nicola tre vittorie, tre pareggi e soprattutto zero sconfitte. Non si può dire altrettanto del Cagliari di Ranieri che nelle ultime 6 gare ha guadagnato solamente 2 punti. Nell’Empoli Nicola affida le chiavi dell’attacco a Destro supportato da Cancellieri e Cambiaghi, a centrocampo sceglie Marin, Maleh e Kovalenko. Ranieri deve rivedere l’attacco per le tante defezioni e si affida a Luvumbo e Lapadula, sulla trequarti ancora spazio a Gaetano vicino a Jankto, mentre in difesa non cambia la coppia formata da Mina e Dossena.

La partita inizia su binari dell’equilibrio. Dopo una lunga fase di studio il primo squillo al 17′ è dei padroni di casa: di ripartenza Cambiaghi arriva in area, conclude a incrociare ma colpisce il palo; raccoglie Maleh che ci prova ma trova pronto Scuffet. La gara è molto fisica, tanti i duelli in mezzo al campo. Il Cagliari prova un paio di conclusioni dalla distanza con Deiola senza trovare mai lo specchio di porta. Più pericoloso Lapadula che di testa in tuffo anticipa Luperto ma non riesce a superare il portiere avversario Caprile che sventa il pericolo (44′). Le due squadre vanno al riposo sul punteggio di 0-0.

Ritmi decisamente più sostenuti nella ripresa soprattutto per merito dell’Empoli che al 62′ trova anche il gol con Cacace ma l’arbitro Rapuano annulla dopo essere stato richiamato al Var. La risposta del Cagliari arriva al 69′ è Jankto a segnare il suo primo gol stagionale raccogliendo una respinta di Caprile sulla precedente conclusione di Nandez.
Dopo il vantaggio dei sardi Nicola prova a smuovere le carte attingendo dalla panchina ma le sostituzioni non influiranno sull’andamento della gara. Con il passare dei minuti il match si scalda e sale il nervosismo, soprattutto all’80′ quando, dopo un contrasto, il cagliaritano Mina rimane a terra a lungo provocando vibranti proteste che l’arbitro Rapuano fatica a sedare.
Negli ultimi 10 minuti di gara l’Empoli prova a scaricare palloni nell’area avversaria che non creano difficoltà alla retroguardia di Ranieri. Durante gli 8 minuti di recupero si gioca pochissimo ma in extremis Scuffet è costretto a salvarsi d’istinto su una conclusione ravvicinata di Pezzella per blindare una vittoria fondamentale per il Cagliari.
La gara finisce con la vittoria dei sardi, la prima stagionale, che permette alla squadra di Ranieri di portarsi a 23 punti alla pari del Verona e di staccare il Sassuolo fermo a quota 20. Prima sconfitta per l’Empoli di Nicola che rimane a 25 punti. (s.p.)

Atalanta-Bologna 1-2 ore 18.00

Importante sfida Champions tra Atalanta e Bologna al Gewiss Stadium di Bergamo. Gasperini schiera i suoi con il 3-4-1-2: Carnesecchi a difesa dei pali; terzetto difensivo composto da Scalvini, Kolasinac e Djimsiti; in mediana tornano dal primo minuto De Roon e Zappacost poi Pasalic e Ruggeri completano il quartetto. In avanti Koopmeiners si muove alle spalle di De Keteleare e Lookman. Nel 4-3-3 di Thiago Motta ci sono Posch, Calafiori, Beukema e Kristiansen a difesa di Skorupski; Freuler, Ferguson e Fabbian a centrocampo; in avanti Orsolini, Ndoye e Zirkzee.

L’Atalanta si fa vedere in avanti al 3’ con De Keteleare che però non trova la porta in girata. Sin dalle battute iniziali il ritmo è altissimo ed entrambe le squadre molto propositive. La prima opportunità per gli emiliani arriva all’11’ con che Fabbian svetta di testa ma il tentativo si spegne sul fondo. La risposta dei bergamaschi non si fa attendere e al 16’ è Lookman a spaventare il Bologna ma Skorupski risponde presente. La squadra di Thiago Motta porta una pressione molto alta sui portatori di palla avversari e mette in difficoltà la prima costruzione atalantina. Ancora Bologna in avanti al 21’: buono lo spunto di Orsolini ma la conclusione troppo centrale. Nel miglior momento degli ospiti, l’Atalanta trova il vantaggio. Tiro potente di Zappacosta, Skorupski respinge sui piedi di Lookman che deposita in rete.
Una volta avanti la Dea gioca con maggiore tranquillità mentre i rossoblù sono costretti a riorganizzarsi nel tentativo di pareggiare i conti. Poco prima della fine del primo tempo va vicina al raddoppio l’Atalanta ma Beukema anticipa Lookman pronto a battere a rete. La prima frazione termina con i padroni di casa in vantaggio e gli ospiti comunque in partita e protagonisti di un buon primo tempo.

Durante l’intervallo Thiago Motta decide di inserire Saelemaekers al posto di Orsolini. Per i padroni di casa nessuna sostituzione. La prima importante occasione della ripresa è degli emiliani: stacco aereo di Calafiori da angolo e grande intervento di Carnesecchi in due tempi. Passano appena 60 secondi e Koopmeiners stende Saelemaekers in area di rigore, il direttore di gara La Penna indica il dischetto. Si incarica della battuta Zirkzee che spiazza Carnsecchi e al 57’ riporta in parità il punteggio. La rete degli ospiti cambia l’inerzia della gara con la Dea che abbassa il suo baricentro.
La squadra di Thiago Motta capisce che il momento è propizio e al 62’ completa la rimonta con la conclusione dal limite di Ferguson. Sotto nel punteggio Gasperini decide di ricorrere alle sostituzioni. Al 71’ Ferguson spaventa ancora Carnesecchi con una conclusione improvvisa lunghissima distanza fuori non di molto. La risposta dell’Atalanta arriva al 74’ con un tiro dal limite di De Roon respinto in maniera decisiva da Kristiansen. I padroni di casa con il passare dei minuti alzano il loro baricentro e costringono il Bologna ad abbassarsi. I nerazzurri ci provano da fuori: la conclusione di Miranchuck termina sul fondo di poco. Negli ultimi 10’ di gioco, i bergamaschi attaccano a testa bassa e l’undici di Motta si difende compatto aspettando la ripartenza giusta che arriva all’86’ con Ferguson che calcia dal limite ma trova pronto Carnesecchi.

Il match termina con la vittoria di straordinaria importanza per la squadra di Thiago Motta, che si conferma in 4^ posizione e sale a 51 punti mettendo a referto la 6^ vittoria consecutiva. Secondo ko consecutivo per l’Atalanta che rimane 6^ in classifica a quota 46 punti, non il modo migliore per preparare il prossimo impegno europeo contro il lo Sporting Lisbona. (g.s.)

Napoli-Juventus 2-1 ore 20.25

Al Maradona il Napoli impegnato a risalire la classifica verso la zona Champions, ospita la Juventus che deve blindare il secondo posto nonostante l’emergenza. Per il suo 4-3-3- Calzona sceglie Juan Jesus e Rrahamani a far coppia in difesa con Olivera sulla corsia di sinistra; in attacco punta nuovamente sul tridente offensivo Politano-Osimhen-Kvaratskhelia. Allegri risponde con il canonico 3-5-2: in difesa Alex Sandro e Rugani preferiti a Danilo e Gatti vanno a far compagnia a Breme in difesa; a centrocampo c’è Iling Jr sulla fascia sinistra dal primo minuto e Alcaraz al debutto; davanti si muove il tandem Chiesa-Vlahovic.

Nel primo tempo il Napoli tiene il dominio del gioco trascinato da Kvaratskhelia in grande spolvero che fa ammonire prima Vlahovic (era diffidato e salterà l’Atalanta) e poi Cambiaso, ma sono della Juventus le occasioni più pericolose. La prima al 10’ con Chiesa che ruba palla Oliveira e crossa in area per la testa di Vlahovic che sfiora il palo. Al 24’ il Napoli risponde con una conclusione fuori bersaglio di Di Lorenzo e subito dopo con una punizione di Politano su cui è attento Szczesny, ma rischia al 34’ sul sinistro di Vlahovic che si ferma sul palo a Meret battuto.
Tornano pericolosi i padroni di casa al 38’ costringendo Alex Sandro a salvare sulla linea il colpo di testa di Olivera, poi trovano il vantaggio. Bremer respinge sui piedi di Kvara un cross di Di Lorenzo, il georgiano si coordina e conclude di prima intenzione firmando l’1-0 al 43’. La Juve reagisce e costruisce l’occasione del pareggio su una palla persa al limite dell’area azzurra da Traorè che Vlahovic clamorosamente si divora sparando alto.
Si va negli spogliatoi con l’undici di Calzona in vantaggio e con i bianconeri che recriminano per le tante chance sciupate.

Si riparte con gli ospiti particolarmente aggressivi che in avvio di ripresa mancano l’appuntamento con il pari con Cambiaso che da posizione favorevole calcia alto prima di lasciare il posto a Weah. Scampato il pericolo il Napoli cerca di addormentare il ritmo con il possesso palla che però non favorisce gli spunti offensivi di Kvara e Osimhen. Allegri tenta la carta del 4-3-3 mandando in campo Yildiz a dare una mano a Vlahovic e Chiesa al 77’. La scelta produce i suoi effetti 4 minuti più tardi quando Chiesa con un diagonale dei suoi supera Meret e riporta la gara in equilibrio.
Nemmeno il tempo di festeggiare che Ngonge, subentrato al 76′ e richiamato in panchina appena 14 minuti dopo, interviene ingenuamente sulla caviglia di Osimhen che cade in area bianconera. L’arbitro Mariani richiamato alla review concede il rigore che il nigeriano si fa parare da Szczesny; sulla ribattuta è svelto Raspadori che apre il piattone e insacca il 2-1. Nel recupero c’è ancora spazio per un ulteriore occasione mancata dalla Juventus con Rugani.

Finisce con la vittoria della squadra di Calzona che ricomincia a credere a un posto in Champions League. La Juventus, al terzo ko nelle ultime 5 partite, deve ora difendere il secondo posto dal recupero del Milan dietro di un solo punto.

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