di Andrea Iustulin – Il calcio in Argentina è l’eterna sfida fra River Plate e Boca Junior. Tanti i club disputano il campionato albiceleste ma rimangono semplici satelliti dei due pianeti del sistema solare. Eppure anche due piccoli corpi celesti sono capaci di far luce nell’universo quando vengono a contatto. La Via Lattea rimane Buenos Aires e i protagonisti sono il San Lorenzo de Almagro e l’Huracan.
Nessuna specifica particolare per questa partita, all’appello manca il canonico nomignolo tipico del Sudamerica ma è a tutti gli effetti il secondo derby della capitale argentina.
Il San Lorenzo è nell’elitè locale, club che fa parte delle Big Five della Primera División, mentre l’Huracan è considerata la reietta del campionato con momenti di gloria che risalgono a oltre cento anni fa. La rivalità è figlia della geografia che li pone in due quartieri confinanti di Buenos Aires.
Il San Lorenzo venne fondato il 1º aprile 1908 nel quartiere di Almagro, pochi anni dopo si spostarono di qualche chilometro nell’attuale Boedo. L’Huracán vide i natali pochi mesi dopo, il 1º novembre 1908, a Nueva Pompeya per poi trasferirsi a Parque Patricios. La nuova collocazione di entrambi i club fece scoccare la scintilla con i rispettivi impianti distanti appena cinquecento metri. La strada era ormai tracciata, a poco servì la costruzione obbligata di un nuovo stadio da parte dell’Huracan a causa dell’esproprio del governo. Stessa sorte toccò anche ai vicini di casa nel 1979 quando il regime dittatoriale decise di vendere il terreno a una società privata.
Furono anni complicati per i rossoblù che girovagarono per la capitale senza una dimora fissa fino al 1993 quando venne inaugurato lo Stadio Pedro Bidegain, conosciuto come Nuevo Gasómetro. Clima rovente e ricco di folklore sugli spalti per quanto il campo invece racconta di un monologo quasi assoluto della squadra di Papa Francesco. Ebbene sì, il Pontefice Massimo è un grande tifoso dei Los Cuervos di cui è anche membro con la tessera n° 88.235. Dimostrazione di quanto la fede in Argentina abbia un duplice valore che spesso arriva fino ai riti scaramantici più divertenti. Settembre del 2023 con il San Lorenzo che avrebbe ospitato l’Huracan quando nei giorni precedenti al match sono spuntate delle particolari marionette intorno al centro sportivo e allo stadio dei padroni di casa. Tutte vestite di azulgrana disposte con bronci antipatici mentre compiono disparati gesti iettatori. Un rito che ha funzionato visto che nessun funzionario del club ha osato toccarli per evitare di essere contaminati dalla sfortunata. La contromossa è stata quindi la chiamata di specialisti ed esorcisti per rimuovere manichini e sfortuna. Mosse e contromosse che hanno chiuso in pareggio la contesa fuori e anche dentro il campo con l’1-1 finale. Esoterismo e pallone, questo è il Clasico Porteño.

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