Un Milan in forma smagliante travolge il Lecce a San Siro nella gara che apre il sabato della 31^ giornata di Serie A e centra il quinto successo consecutivo. Rossoneri in doppio vantaggio dopo 20 minuti grazie a una perla di Pulisic e all’incornata di Giroud; completa il tris Leao nella ripresa. I salentini restano in gara fino a poco prima dell’intervallo, quando l’espulsione a Krstović lascia poche speranze alla squadra di Gotti. Nel derby dell’Olimpico la Roma si impone con un gol di Mancini sul finire del primo tempo e continua la sua rincorsa ad un posto per la Champions League. Nel posticipo del Castellani l’Empoli guadagna un importante successo in zona salvezza dopo 4 ko consecutivi. Finisce 3-2 con il Torino sbaglia tanto, spreca di più e manca l’aggancio al settimo posto.
Milan-Lecce 3-0 (ore 15.00)
A San Siro il Milan affronta il Lecce alla ricerca di punti salvezza. La squadra di Pioli mette le mani sul match sin dai primi minuti: dopo appena 6’ Chukuweze salta Gallo sull’out destro e scarica al limite dell’area per Pulisic. Lo statunitense, da posizione centrale, si sposta il pallone sul mancino e lo scarica con uno splendido tiro a giro alle spalle di Falcone.
Un minuto dopo l’ex Chelsea sfiora il raddoppio ma il colpo di testa da centro area è respinto dal portiere dei salentini.
Milan incontenibile grazie anche a uno scatenato Chukuweze che strappa in mezzo al campo e serve Leão sulla sinistra, il piazzato del portoghese è deviato in corner.
La supremazia rossonera si concretizza al 20’: Giroud si avventa sul corner a rientrare di Adli e insacca il tredicesimo centro in campionato. Il Lecce non ci sta e inizia ad alzare i giri del motore per provare a rientrare in gara, ci va vicino al 29′ con un colpo di testa di Joan González che supera Maignan ma che impatta sulla traversa. Sul finale di tempo, quando i salentini sembrano in crescita, piove sul bagnato: con un intervento scomposto a gamba alta su Chukuweze, Krstović si guadagna il cartellino rosso poco prima del duplice fischio.
L’inferiorità numerica degli ospiti scrive anticipatamente il copione dei secondi 45’. L’undici di Pioli trova maggiori spazi tra le linee avversarie. I padroni di casa azzannano l’inizio di secondo tempo e al 57’ trovano il 3-0 grazie a Rafael Leão. Attacco alla profondità del portoghese su imbucata di Adli e sinistro sotto le gambe di Falcone.
La rete scatenerà non poche polemiche da parte dei pugliesi per un presunto fallo a inizio azione di Theo Hernández su cui sorvola il direttore di gara Massimi. Al 64’ è proprio il terzino francese sfiora il poker con un mancino dalla lunga distanza forte e preciso che però s’infrange contro la traversa.
Il Milan resta in controllo della partita e gestisce le energie, anche in vista dei numerosi impegni da affrontare nelle prossime settimane. A un quarto d’ora dalla fine Maignan si oppone al destro in area di Almqvist, mentre al minuto 80 è Falcone a sventare il tentativo di Jović dalla parte opposta. Ci prova anche il subentrato Pierotti dalla distanza, ma non basta a variare il risultato. L’undici di Pioli vince e sale momentaneamente a +9 sulla Juventus terza.(e.c.)
Roma-Lazio 1-0 (ore 18.00)
All’Olimpico si gioca il derby numero 160 in Serie A con le due squadre alla ricerca di un posto in Europa. Nei precedenti 56 vittorie a 42 per i giallorossi che però non vincono in campionato da due anni: l’ultimo successo risale a marzo 2022.
De Rossi sceglie Svilar in porta; gli esterni di difesa sono Celik a destra e Angelino a sinistra; a centrocampo Paredes, Cristante e Pellegrini; davanti torna Dybala vicino a Lukaku ed El Shaarawy a completare il reparto.
Tudor risponde con Mandas tra pali e davanti Casale, Romagnoli e Gila; in mezzo Kamada preferito a Luis Alberto con Vecino e Guendonzi; corsie esterne affidate a Marusic e Felipe Anderson; in attacco scelto Isaksen a dar supporto a Immobile.
Si inizia con la Roma in avanti: sugli sviluppi di un corner, nato a seguito di un tiro di Angelino, Paredes prova da lontano ma spedisce di poco alto (2′). Risponde la Lazio al 7′: dopo un batti e ribatti sulla trequarti giallorossa Isaksen recupera palla e serve Immobile che non inquadra lo specchio di porta. Llorente al 10′ conclude due volte sugli sviluppi di una punizione da trequarti, sulla seconda la Lazio si salva in corner.
La squadra di Tudor ci prova al 18’ con Vecino lesto a impadronirsi di un disimpegno giallorosso ma si fa murare al momento del tiro. Primi venti minuti su binari di grande equilibrio con la Roma che alterna costruzioni dal basso a lanci lunghi verso Lukaku e con la Lazio molto aggressiva uomo su uomo già nella fase di prima costruzione giallorossa. L’undici di De Rossi torna a offendere al 35′: Paredes apre bene per Angelino che mette al centro dove Celik impatta male di testa spedendo fuori.
I giallorossi soffrono gli inserimenti sul proprio fianco destro dove a turno si infilano Felipe Anderson, Kamada e in un’occasione anche Gila. Lo spagnolo rischia l’autorete al 42’ ma riesce a deviare in corner. Dalla bandierina il magistrale cross a uscire di Dybala pesca Mancini che svetta e di testa batte Mandas che tocca senza riuscire a evitare il vantaggio giallorosso che chiude il primo tempo.
In avvio di ripresa Tudor cambia l’attacco: entrano Pedro e Castellanos al posto di Isaksen e Immobile; fuori anche Romagnoli per Patric. De Rossi lascia immutato il suo undici iniziale.
La prima conclusione del secondo tempo è della Roma ma Pellegrini spedisce di poco alta una invitante punizione diretta (49′).
Cinque minuti più tardi Lukaku si libera dalla pressione di Casale, avanza e serve El Shaarawy che di sinistro in corsa colpisce il palo e al 58′ il belga non arriva a deviare l’invito di Cristante dalla destra. Al 63’ la Lazio trova il gol con Kamada ma l’arbitro Guida annulla giustamente per fuorigioco. A partire dal 70′ i due allenatori mettono mano alla panchina: per la Roma entra Spinazzola per El Shaarawy, nella Lazio è Luis Alberto a sostituire Vecino; poco dopo Angelino fa spazio a Smalling e Dybala lascia il posto ad Abraham al rientro dopo dieci mesi dall’infortunio; poi Bove entra per Paredes appena ammonito.
Negli ultimi minuti più i 6 di recupero regnano confusione e nervosismo ma il risultato non cambia.
La Roma torna a vincere un derby dopo due anni e continua la sua corsa alla Champions, obiettivo sempre più lontano per la Lazio. (m.s.)
Empoli-Torino 3-2 (ore 20.45)
La sfida del Castellani tra Empoli e Torino chiude il programma del sabato: i padroni di casa cercano punti salvezza dopo le ultime 4 sconfitte consecutive, i granata l’aggancio al settimo posto che alimenterebbe il sogno europeo.
Nicola conferma per 10/11 la formazione presentata contro l’Inter, l’unica novità nel suo 3-4-2-1 è in attacco con Niang sostituito da Cerri. Alle sue spalle Zurkowski e Cambiaghi. Juric risponde con il consueto 3-4-1-2 con Sanabria, preferito a Okereke, a far coppia con Zapata supportati da Vlasic.
Al 4’ il Torino è subito pericoloso con una percussione centrale del paraguaiano Sanabria che sbilanciato da Walukiewicz spedisce fuori a tu per tu con Caprile. Non sbaglia l’Empoli che due minuti dopo trova il vantaggio con un bolide di destro dal limite di Cambiaghi. La squadra di Juric reagisce al 16′ ci prova ancora Sanabria ma non trova la porta; lo imita al 20’ Bellanova che calibra male il mancino. Una nuova iniziativa del paraguaiano al 35′ finisce tra le braccia di Caprile ma l’azione è viziata da fuorigioco. Gli ospiti faticano a costruire azioni pulite e così il primo tempo si chiude con i toscani in vantaggio.
Si riparte senza sostituzioni dei due allenatori e con il Toro che preme alla ricerca del pari. Gli sforzi degli uomini di Juric potrebbe essere premiata al 52’ ma la girata di testa ancora di Zapata, su sponda di Tameze, trova pronto Caprile. Il duello tra i due si rinnova al 60’ ma questa volta il Torino trova il pari: l’incornata del colombiano sugli sviluppi di un corner battuto da è vincente e si infila sul primo palo.
Il pareggio scuote i granata e Bellanova diventa una spina nel fianco per l’Empoli. Gli ospiti sembrano in controllo della gara ma incassano il secondo gol su un’azione confezionata dai tre giocatori che Nicola aveva da poco messo in campo: Niang lavora un pallone per Maleh che riparte e serve Cancellieri: perfetto il suo sinistro in diagonale.
Al 90’ la difesa dei toscani si dimentica di Zapata: il colombiano salta indisturbato sul cross di Bellanova e insacca la rete del pari che vale il il 12^ sigillo stagionale.
In pieno recupero l’Empoli rimette la freccia su un errore imperdonabile di Bellanova. L’esterno granata, fino ad allora tra i migliori, si fa sfilare palla Cacace sulla linea di fondo, palla in mezzo per Niang che non sbaglia il tap-in e regala ai suoi tre punti fondamentali nella corsa salvezza.
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