martedì , 10 Febbraio 2026
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Serie A: 35^ giornata, le gare di domenica

Un punto per Milan, Roma e Juve; scatto del Verona in coda

Finisce in parità lo scontro salvezza tra Cagliari e Lecce, lunch match del 35^ turno. Sardi che trovano il vantaggio nel primo tempo grazie alla rete dell’ex viola Mina. Risponde Krstovic ne finale dopo una grande iniziativa individuale di Almqvist. Alle 15.00 al Castellani altra sfida importante in coda della classifica. Empoli e Frosinone si affrontano condizionate dalla paura di perdere che limita ogni iniziativa. Finisce 0-0, un punto a testa e discorso salvezza rimandato alle ultime tre gare. Nell’altra gara del pomeriggio il Verona guadagna 3 punti d’oro contro la Fiorentina. Decisiva la rete di Noslin nella ripresa, dopo il vantaggio gialloblù con Lazovic e il pareggio di Castrovilli nel primo tempo. Nella gara delle 18.00 rocambolesco 3-3 tra il Milan e il Genoa. Rossoneri condizionati dalla contestazione del Meazza culminata al 77′ con l’abbandono degli spalti da parte della Curva Nord Milano. Nel posticipo dell’Olimpico 1-1 tra Roma e Juventus, giallorossi in vantaggio con Lukaku, pareggio alla mezz’ora della Juventus con Bremer.

Cagliari-Lecce 1-1 (ore 12.30)

Ranieri schiera il Cagliari con il 4-2-3-1: Scuffett tra i pali; Zappa, Mina, Dossena, Augello i 4 in difesa; Deiola, Makoumbou in mediana; Nandez, Gaetano, Luvumbo agiscono alle spalle di Lapadula. Gotti risponde con un 4-4-2: Falcone in porta; Gendrey, Baschirotto, Pongracic, Gallo dietro; a centrocampo Oudin, Ramadani, Blin, Dorgu; davanti la coppia Piccoli-Krstovic.

Partono subito forte i padroni di casa che con aggressività provano a mettere sotto i pugliesi. Superato il 10′ è subito Lapadula a rendersi pericoloso con un tentativo di rovesciata. Ingente lo sforzo iniziale dei sardi che viene premiato al minuto 18’, con Deiola che trova la rete del vantaggio: annullato il gol del calciatore dei padroni di casa, viziato da un fallo di mano ravvisato dal Var. Continua a premere la squadra di Ranieri che al 26’ trova il vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Augello, Gaetano cerca la conclusione dalla distanza che si trasforma in un assist per Mina che conclude in rete.
Al 44′ Gaetano termina anzitempo la sua partita: l’arbitro Marcenaro prima estrae il giallo per il suo intervento ai danni di Ramadani, poi va a rivedere il contatto al Var e decide per l’espulsione. Termina 1-0 la prima frazione di gioco, con il Lecce chiamato a recuperare ma in superiorità numerica.

Il secondo tempo si apre con la sostituzione di Ranieri, che toglie dal campo Lapadula e Zappa, inserendo Sulemana e Wieteska, Nella fase centrale del secondo tempo la squadra di Gotti prende campo, guadagnando terreno collezionando calci d’angolo e iniziando a creare occasioni da rete, come nel caso di Pierotti e il suo colpo di testa, respinto da Scuffet. Fuori anche Luvumbo per l’inserimento di Shomurodov, per un Cagliari che inevitabilmente perde metri a causa dell’espulsione di Gaetano. E’ al minuto 84’ che i pugliesi riescono ad agguantare il gol del pareggio: nello stretto Almqvist crea la superiorità numerica, servendo un pallone teso per la rete di Krstovic.
Nei minuti finali il Lecce ha numerose occasioni clamorose per andarla a vincere: prima il palo di Baschirotto con un colpo di testa, poi quello su Sansone ancora con un colpo di testa. Al minuto 89’ ancora una doppia occasione, prima con il tiro di Blin respinto, poi con la ribattuta di Gendrey ancora deviata da Scuffet. Termina 1-1 la sfida in Sardegna, per un Lecce resta a quota 37: meno definita la situazione del Cagliari, con quattro punti di vantaggio sulla salvezza. (g.r.)

Empoli-Frosinone 0-0 (ore 15.00)

Nicola affida al 3–4-2-1: c’è Caprile tra i pali; Bereszynski Luperto e Ismaijli i tre di difesa; a centrocampo Pezzella, Marin, Grassi e Gyasi; Fazzini e Cambiaghi più avanzati a supporto di Niang unica punta. Di Francesco risponde con un 3-4-1-2: Cerofolini in porta al posto dell’infortunato Turati; Okoli, Romagnoli e Lirola dietro; in mediana Valeri, Mazzitelli, Barrenechea e Zortea; in attacco confermato Brescianini dietro a Soulé e Cheddira.

Si inizia con ritmi abbastanza elevati ma la gara è caratterizzata da molta imprecisione dovuta alla tensione delle due squadre per la posta in palio. La prima fiammata è del Frosinone che al 4’ manda al tiro dal limite Mazzitelli, Caprile sfodera la prima parata importante del match. Sono gli ospiti a fare la partita nel primo quarto d’ora ma al 20′ l’Empoli trova la rete con Giasy ma la sua posizione al momento della conclusione è irregolare e l’arbitro Doveri annulla.
Si combatte su ogni pallone, spesso gli scontri al limite del regolamento, molto inglese la direzione del fischietto toscano che lascia giocare come da sua consuetudine in questo torneo. Per trovare una altra conclusione degna di nota bisogna arrivare al 40’: è il Frosinone con Cheddira ma Caprile neutralizza in tuffo. Al 42’ gli attori sono gli stessi, Cheddira ci riprova dalla stessa posizione spostato sulla sinistra obbligando il portiere dei toscani a impegnarsi decisamente di più per neutralizzare la conclusione. La prima frazione termina sul risultato di 0-0 con la squadra di Di Francesco più attiva dei padroni di casa.

La ripresa riparte sulla falsariga della prima frazione di gioco, non succede nulla e nei primi dieci minuti da annotare solo i primi cambi di Nicola per dare una scossa all’Empoli: al 55’ fuori Grassi e un impalpabile Nyang, dentro Maleh e Caputo. Si va avanti senza particolari episodi, le squadre si affrontano a metà campo senza però trovare idee per offendersi a vicenda. Al 70’ l’Empoli cambia ancora, Cancellieri e Zurkowski entrano al posto di Cambiaghi e Fazzini.
Anche il Frosinone ricorre alla panchina: al 72’ fuori Romagnoli e Cheddira al loro posto Bonifazi e Cuni. La gara va avanti tra continue interruzioni di gioco e col passare dei minuti la tensione e la paura salgono. Al’84’ Di Francesco si gioca l’ultima carta mandando in campo Gelli per uno stanco Brescianini. Qualche minuto anche per Ibrahimovic al posto di Soule per il Frosinone ma anche questo tentativo non serve per produrre la prima conclusione in porta del secondo tempo. Finisce 0-0 con poche occasioni e tanta paura di perdere, per Empoli e Frosinone 1 punto per uno che serve solo a rimandare la soluzione ai problemi. (m.s.)

Verona-Fiorentina 2-1 (ore 15.00)

Per Baroni il consueto 4-2-3-1: Montipò in porta; Magnani e Coppola i due centrali di difesa con Centonze a destra e Vinagre sulla sinistra al posto dello squalificato Cabal; in mediana Duda e Serdar; nel reparto offensivo Noslin, Folorunsho e Lazovic alle spalle di Bonazzoli. In vista della semifinale di ritorno di Conference League, Italiano lascia a casa Nico Gonzalez e mette mano al turnover per il suo 4-2-3-1: Christensen tra i pali; Faraoni, Ranieri, Milenkovic e Parisi nella linea dei quattro di difesa; M. Lopez, Duncan in mediana; Castrovilli, Barak, Ikonè a supporto dell’unica punta Nzola.

È la Fiorentina a dettare subito il ritmo della partita, puntando sul possesso palla, giocando e cercando Nzola in profondità: L’attaccante viola però riesce a impegnare una sola volta Montipò ma in posizione di offside. La squadra di Italiano vanifica l’ottima partenza: al 13’ Christensen perde il pallone e poi atterra Noslin. L’arbitro Antonio Rapuano non ha dubbi e indica il dischetto. Dagli undici metri va il capitano dei veneti Lazovic che trasforma incrociando il tiro e insaccando il sette. Bisogna attender il 18’ per vedere la prima conclusione per la Fiorentina. È l’ex di turno Barak a raccogliere di testa un cross di Faraoni ma trova il grande intervento di Montipò.
La Viola alza il ritmo nel tentativo di trovare il pari e ci va vicinissima al 31’ con un tiro dal limite di Castrovilli che finisce sul palo. La Fiorentina è anche visibilmente sbilanciata in avanti e rischia alla mezz’ora sulla conclusione di Bonazzoli che si rivela troppo centrale e non crea problemi a Christensen. I toscani insistono e trovano il pari a tre minuti dal termine del primo tempo con la prima rete stagionale di Castrovilli che batte Montipò con un mancino da posizione ravvicinata.

Si riparte con Baroni che lascia negli spogliatoi Bonazzoli e inserisce al suo posto Swiderski. E’ un Verona diverso quello tornato in campo e al 59’ si riporta davanti. Su una respinta di Milenkovic, Noslin brucia Faraoni e infila un incerto Chistensen. Controllo Var per un tocco di braccio dubbio ma la rete viene convalidata. Italiano interviene inserendo Bonaventura e Kouame per Duncan e Castrovilli. Gotti risponde con Tchatchoua al posto di Vinagre. I viola calano di ritmo, intensità e soprattutto di concentrazione e rischiano di incassare la terza rete al 73’ ma la conclusione di Swiderski manca la porta.
La Fiorentina fatica a rendersi pericolosa, anche perché il Verona chiude tutti gli spazi, e si fa vedere solo all’83’ sugli sviluppi di un corner su cui interviene di testa Nzola senza trovare la porta. Al secondo dei sei minuti di recupero gli ospiti protestano per un tocco di mano in area veneta su una conclusione del subentrato Belotti. Il Var pesca il fuorigioco dell’attaccante prima del contatto. E’ l’ultima occasione della gara che vale tre punti fondamentali per lo scatto salvezza del Verona e che allontana la Fiorentina dal 7^ posto ora occupato dalla Lazio.  (s.p.)

Milan-Genoa 3-3 (ore 18.00)

Nella contestazione dei tifosi rossoneri il Milan scende in campo con il 4-2-3-1: Sportiello in porta al posto di Maignan; linea difensiva con Florenzi a destra, Gabbia e Tomori al centro e Theo Hernandez a sinistra; in mediana Bennacer e Reindjers; Chukwueze, Pulisic e Leao alle spalle dell’unica punta Giroud. Risponde Gilardino con il 3-5-2: Martinez tra i pali; De Winter, Vogliacco e Vasquez i tre in difesa; a centrocampo Martin a destra e spazio a Martin sulla corsia opposta, in mezzo Badelj con ai suoi lati Frendrup e Thorsby ai suoi lati; davanti Ekuban al fianco di Retegui.

La gara parte in salita per il Milan: al 3’ Vogliacco viene steso da Tomori in area di rigore e il direttore di gara Prontera fischia il rigore. Se ne incarica Retegui che trasforma portando in vantaggio i liguri. Poco prima del quarto d’ora la squadra di Pioli va a un passo dal pari con Pulisic a il suo destro a giro finisce sul palo. Con il passare dei minuti cresce la pressione offensiva dei padroni di casa e al 23’ ci prova Reindjers che conclude sul fondo. La squadra di Gilardino cerca di difendersi con ordine senza rinunciare alla fase offensiva e torna a farsi vedere in avanti al 28’ con Frendrup che si inserisce a rimorchio ma calcia di poco sul fondo. Superata la mezz’ora di gioco Leao si mette in proprio, salta due avversari ma conclude centralmente.
Due minuti più tardi ci prova Pulisic da fuori ma Martinez si distende e devia in angolo. Sul corner seguente è di nuovo straordinario il portiere del Genoa a salvare sul colpo di testa di Theo Hernandez.
Nel finale di primo tempo arriva il meritato pareggio rossonero: al 45’ Chukwueze pesca a centro area Florenzi che di testa batte Martinez pareggiando i conti. La prima frazione si chiude sul punteggio di 1-1.

Durante l’intervallo nessuno dei due tecnici decide di effettuare sostituzioni e le due squadre rientrano in campo invariate. In avvio di ripresa è il Genoa a essere più aggressivo e propositivo: dopo due minuti ci prova Thorsby ma viene murato da Florenzi. Un minuto più tardi arriva il nuovo sorpasso dei rossoblù: Vogliacco serve in mezzo Ekuban che di testa non lascia scampo a Sportiello (49’). Immediata la reazione del Milan e tre minuti dopo Gabbia rimette in parità il punteggio ma la rete è annullata per fuorigioco poi è Chukwueze a sprecare alto sulla traversa di Martinez. Con il passare dei minuti Genoa si abbassa e concede l’iniziativa alla squadra di casa. Il Milan fatica a trovare spazi con il palleggio e quindi cerca il varco giusto con iniziative personali come quella di Theo Hernandez al 65’ che semina il panico sulla sinistra ma il tiro è troppo centrale.
A metà ripresa Pioli richiama in panchina Leao e inserisce Okafor. Il neo entrato si rende subito protagonista: salta un avversario e offre un gran pallone a Giroud che si divora il pari davanti a Martinez (69’). Dopo esserci andato vicino in più occasioni, al 73’ arriva il pari del Milan: Florenzi trova Gabbia a centro area, il difensore di testa batte Martinez. Corre ai ripari Gilardino che al 74’ effettua una doppia sostituzione: dentro Strootman e Haps per Badelj e Martin. Dopo appena un minuto il Milan passa in vantaggio con una girata di sinistro di Giroud servito da Pulisic.
Al minuto 77 la Curva Sud Milano abbandona gli spalti in segno di protesta contro società, allenatore e squadra. Una volta avanti Pioli effettua una tripla sostituzione: dentro Kalulu, Adli e Thiaw, fuori Florenzi, Bennacer e Chukwueze mentre per il finale di gara Gilardino manda in campo Cittadini per Vogliacco e fa esordire Papadopoulos al posto di Ekuban.
Poco prima del 90’ torna di nuovo in parità il risultato di San Siro: all’89’ Thorsby mette in area un pallone invitante che Tomori respinge su Thiaw che, nel tentativo di anticipare Retegui, devia nella propria porta. Nel recupero l’ultima occasione della gara è per Theo Hernandez che col mancino non inquadra la porta genoana. La sfida termina 3-3 con i rossoneri che devono ritrovarsi per non rischiare il secondo posto. (g.s.)

Roma-Juventus 1-1 (ore 20.45)

De Rossi cambia molto rispetto alla gara di coppa. C’è Svilar in porta; , rivoluzionata la difesa con Kristensen, Llorente, Ndika e Angelino; a centrocampo Paredes, Cristante e Pellegrini; spazio a Baldanzi insieme a Dybala a supporto di Lukaku. Allegri risponde con Szczesny tra i pali, difesa a tre con Gatti, Bremer e Danilo; in mediana Weah e Cambiaso esterni con McKennie, Locatelli e Rabiot centrali; tandem d’attacco Vlahovic-Chiesa. Fischia Andrea Colombo di Imperia della sezione di Como.

La gara inizia su buoni ritmi e la prima conclusione in porta è della Juventus con Chiesa che al 3’ tenta una conclusione a giro dalla sinistra ma la palla finisce al lato. Bianconeri ancora pericolosi tre minuti più tardi: Dybala perde palla sulla trequarti, Chiesa si invola in area e serve Vlahovic che apre troppo il piattone e manda fuori. Al 10’ la Roma va vicino al vantaggio con un colpo di testa di Kristensen, su cross di Angelino dalla sinistra, che centra la traversa. Il gol giallorosso arriva dopo cinque minuti: Lukaku sfrutta un batti e ribatti in area bianconera e mette in rete da pochi passi la sua dodicesima rete in campionato. La squadra di Allegri tenta la reazione ma è spesso disordinata e imprecisa negli ultimi trenta metri di campo.
Al minuto 31 però i bianconeri trovano la rete del pari: Chiesa che lavora il pallone sulla destra, mette in mezzo per Bremer che svetta e insacca alla destra di Svilar. La Roma ci prova al 37’ su una punizione dal limite assegnata dall’arbitro Colombo per un fallo su Baldanzi. Dybala tenta il tiro a giro sopra la barriera ma la palla finisce alta sopra la traversa. Un primo tempo molto equilibrato si chiude sul risultato di 1-1.

La Roma torna in campo con Zalewski al posto di Dybala, Allegri invece ripropone lo stesso undici del primo tempo. Juventus subito pericolosa al 47’ con Chiesa che colpisce il palo interno con un potente sinistro dal limite che Svilar vede solo partire. Al 57’ proteste della Roma su un’entrata in scivolata di Weah già ammonito su Paredes. I giallorossi chiedono il secondo giallo ma Colombo è di diverso avviso, Allegri non rischia e richiama Weah in panchina, al suo posto dentro Kostic. Ripartenza della Roma sulla sinistra al 63’: Zalewski punta Gatti e scarica su Pellegrini che viene murato al limite dell’area.
La Juventus risponde con un bel tiro da fuori di Rabiot al 64’ che Svilar para in tuffo. Al 67’ è ancora Baldanzi a seminare il panico in area bianconera, poi scarica per Pellegrini che si fa deviare la conclusione in corner. De Rossi manda in campo Abraham e Azmoun per Lukaku e Baldanzi. Sullo sviluppo dell’angolo, dopo un batti e ribatti in area, Kristensen calcia a colpo sicuro ma Danilo salva quasi sulla linea di porta.
La Juventus sembra in difficoltà e si affida sempre a palle lunghe su Chiesa. Allegri al 75’ cambia Vlahovic e Chiesa con Kean e Milik. Al 78’ tocca a Pellegrini fare spazio a Bove. I bianconeri tornano a farsi minacciosi al 79’ con Locatelli che impegna Svilar. All’85’ in campo per la Juventus anche Alcaraz per Cambiaso. Occasione degli ospiti all’88’: è Kean a staccare bene su un corner dalla destra e a chiamare Svilar all’ennesimo difficile intervento della serata. Nei cinque minuti di recupero c’è spazio per una ultima chance giallorossa sprecata da Abraham con una conclusione troppo debole per impensierire Szczesny.

La gara termina 1-1, un pari che rallenta la corsa Champions della Roma e consente alla Juventus di vedere il traguardo sempre più vicino. (m.s.)

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