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Serie A: la Juve vince a Udine ma non basta per centrare l’Europa League

In attesa dell'Uefa il gol di Chiesa vale la Conference League

di Emanuele Tonini – La Juve chiude il campionato con una vittoria grazie al gol di Chiesa, ma all’Olimpico di Roma un rigore di Dybala al 90′ gela i bianconeri che scendono al 7° posto valido per la Conference League. Bisognerà comunque aspettare la decisione dell’Uefa per vedere se la squadra di Max Allegri il prossimo anno disputerà la terza competizione europea oppure verrà estromessa, lasciando il posto all’ottava classificata. La Juve comunque sul campo si è classificata al terzo posto con 72 punti, ma la penalizzazione dice -10 e quindi la posizione finale dei bianconeri è il settimo posto.

La partita

Il match inizia con la Juve subito in avanti e Miretti che non sfrutta una buona occasione, grazie ad un errore di Silvestri, con Beto che sul rovesciamento di fronte colpisce di testa mandando il pallone oltre la traversa. I bianconeri comunque questa sera sono in palla e comandano il gioco tenendo palla nella metà campo friulana, mentre i padroni di casa cercano di ripartire in contropiede appena ne hanno la possibilità. La Juve staziona dalle parti del portiere dell’Udinese, battendo una serie di calci d’angolo che però non hanno fortuna, ma dimostrano la supremazia degli ospiti. Ci provano infatti prima Cuadrado, poi Gatti e infine Bonucci sugli sviluppi di un corner colpisce di testa l traversa. Quello colpito dal difensore bianconero è il 18° legno della stagione. Chiesa questa sera è ispirato e si invola sulla fascia sinistra, crossa al centro ma nessuno segue l’azione e l’occasione si perde. Primo tempo che si conclude in parità, ma ai punti la Juve merita il vantaggio.

La ripresa si apre con la staffetta tra Illing Junior e Kostic, l’inglese porta vivacità essendo più efficace del serbo negli uno contro uno. La Juve aumenta i giri del motore e chiude i friulani nella propria metà campo, creando diversi pericoli alla porta difesa da Silvestri. Nei padroni di casa fa l’esordio il capitano della Primavera Cocetta, classe 2003 al minuto 58, mentre un paio di minuti dopo, Adrien Rabiot si mangia il gol con un destro da due passi, praticamente un rigore in movimento ma il suo tiro finisce sull’esterno della rete. Allegri vuole vincerla questa partita e inserisce Di Maria al posto di Miretti, schierando così un 4-3-3 che mette sempre più pressione alla retroguardia dell’Udinese. Cuadrado va vicino al gol con un tiro che finisce alto, ma poco dopo al 68° ci pensa Federico Chiesa a sbloccarla: l’esterno bianconero si libera dei marcatori dell’Udinese, e di destro insacca in rete il gol della vittoria. La squadra di Sottil dopo aver subito il gol prova a reagire, con un tiro dal limite di Lovric su cui Szczesny si distende e devia in calcio d’angolo. Dall’altra parte è Locatelli a divorarsi il gol del raddoppio con Silvestri che gli nega la gioia della marcatura. La difesa friulana risulta meno solida per via dell’uscita dal campo di Wallace per infortunio a inizio della ripresa, cosa che permette alla Juve di avere a disposizione molto più spazio per attaccare. Di Maria prova a chiudere la sua avventura in bianconero con un gol ma Silvestri è bravo a bloccare il tiro del Fideo. Anche Szczesny si guadagna lo stipendio con una bella parata su un tiro di Perez dalla distanza, mentre Udogie da due passi di testa spreca malamente. La partita seppure di fine stagione, vede gli ultimi minuti riscaldare gli animi, infatti si accende un accenno di rissa per un brutto fallo di Paredes. La partita si conclude così con una vittoria meritata per una Juventus che chiude la stagione al settimo posto mentre i friulani al dodicesimo.

Il tabellino

UDINESE – JUVENTUS    0-1

UDINESE (3-5-2): Silvestri; Abankwah (58′ Cocetta), Perez, Guessand (79′ Buta); Pereyra, Samardzic, Wallace (47′ Arslan), Lovric, Udogie; Thauvin (80′ Vivaldo), Beto (79′ Nestorovski). Allenatore: Andrea Sottil  

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Danilo, Bonucci (93′ Rugani), Gatti, Kostic (46′ Illing Junior), Rabiot, Locatelli, Miretti (61′ Di Maria), Cuadrado; Milik (77′ Kean), Chiesa (77′ Paredes). Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Marco Guida

MARCATORI: Chiesa (J) al 68′

AMMONITI: Gatti (J) al 38′, Paredes (J) al 87′, Nestorovski (U) al 89′

Le dichiarazioni post partita

SOTTIL – “Dispiace essere arrivati contati, poteva essere un altro finale di stagione, qualche vittoria in più si poteva fare. Oggi contro una grande squadra abbiamo fatto quello che potevamo fare. Sotto il profilo dell’impegno e del gioco ci siamo stati. Abbiamo iniziato la partita con tanti giovani che hanno fatto la loro parte, ma non è bastato. L’anno prossimo qualcuno andrà via, ma a questo ci penserà la società. Le idee sono chiare, il modulo 3-5-2 è consolidato, e ci da tante altre soluzioni, ora la conoscenza dei giocatori è maggiore, e si aggiungeranno giocatori da Udinese. Al di la del modulo mi interessa arrivino giocatori che hanno fame di giocare in questa squadra. Da questo si può ripartire. Guessand e Abankwah si allenano da tempo con noi, hanno fatto uns stagione di inserimento e non è stato facile per loro. Oggi hanno retto bene, poi oggi c’era anche la componente emozione, vedremo se inserirli definitivamente o fare altre scelte”.

ALLEGRI – “Il mercato lo fa la società, non c’è nessuna trattativa per la risoluzione. Devo solo ringraziare i ragazzi e tutti quelli che hanno lavorato alla Continassa. Adesso vado in vacanza e ci vediamo il 10 luglio, sono stanco. La Società? Mi sono sempre sentito protetto e mi è stata vicino. Io sono a disposizione per altri due anni, lavorerò con l’organico che la società mi metterà a disposizione. Se il 10 luglio sarò qui? Magari l’11, il 10 ci sono i test . Domani vado a casa, ho il mio nipotino, ho mio figlio, qualche cavallo che corre. Ci penserà la società a pianificare come è normale che sia. Calvo ci dirà cosa farà la società il prossimo anno. Non parlo della partita o del terzo posto, abbiamo migliorato l’annata scorsa nonostante tutti gli imprevisti che sono capitati. Sono orgoglioso di questa squadra e di questi uomini che hanno lavorato con professionalità, passione e pazienza. Chiudiamo qui, il resto non conta”

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