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Serie A: 11^ giornata, le gare di domenica

Vincono Roma e Juve. Bene anche Cagliari e Monza

(foto Stefano D'Offizi)

Nelle gare giocate questa domenica, valide per l’11^ turno di Serie A, il Monza passa a Verona nel lunch match grazie alla doppietta di Colombo e Caldirola. Il Cagliari bissa il successo della settimana scorsa contro il Frosinone imponendosi 2-1 sul Genoa. La Roma di Mourinho, sotto di un gol fino al 90′ con il Lecce, ribalta il risultano nei minuti di recupero. Nel posticipo serale la Juventus vince di corto muso al Franchi e supera 1-0 la Fiorentina con una rete di Miretti nel primo tempo.

H. Verona-Monza 1-3 ore 12.30

Allo stadio Bentegodi, l’Hellas Verona ospita il Monza nel lunch match dell’11 giornata. La squadra di Baroni è chiamata a risalire la china dopo le ultime 4 sconfitte consecutive che hanno relegato i gialloblù al terzultimo posto in classifica. I biancorossi di Palladino, dopo il ko con la Roma e il pari con l’Udinese, cercano i 3 punti che confermerebbero l’ottava posizione e quanto di buono fatto fino a questo momento.

In avvio la squadra di casa prova a fare la partita e si fa vedere dalle parti di Di Gregorio in un paio di occasioni con Bonazzoli. Il Monza aspetta e riparte in contropiede. La prima occasioni degli ospiti è sui piedi di Colombo servito da Colpani. Sulla conclusione Montipò è prontissimo a deviare in angolo e proprio sugli sviluppi del corner ci prova Marì ma il tiro si spegne sul palo.
La partita prosegue a buon ritmo e al minuto 32 arriva una chance per la squadra di Baroni: palla recuperata sulla trequarti offensiva con Bonazzoli, assist per Duda che controlla e calcia a giro sul secondo palo ma centra in pieno la traversa. Sei minuti dopo risponde il Monza con Colpani che tutto da solo salta un paio di difensori, entra in area, dribbla anche Montipò e calcia in porta cadendo, trovando solo l’esterno della rete. Il Flaco non demorde e al 41’ serve in area Colombo che batte Montipò. Monza in vantaggio. Termina così il primo tempo con i fischi del Bentegodi che accompagnano il rientro negli spogliatoi dei padroni di casa.

La ripresa si apre con Bonazzoli che va vicino al pari ma calcia alto di poco.  L’Hellas prende coraggio e schiaccia il Monza ma al 73’ arriva la beffa.  Colombo ancora protagonista, salta un paio di uomini e lascia partire un tiro imparabile per Montipò. Passano 9 minuti e la squadra di Palladino trova il colpo del ko con il colpo di testa di Caldirola sugli sviluppi di un calcio d’angolo.  A 5 minuti dalla fine c’è il tempo solo per vedere il gol della bandiera di Folorunsho che trova la deviazione di Marì che beffa Di Gregorio. Secondo successo in trasferta per il Monza, che sale in classifica a 16 punti. Quarta sconfitta consecutiva per il Verona, che resta a quota 8 punti. (s.p.)

Cagliari-Genoa 2-1 ore 15.00

Alla Sardegna Arena si affrontano Cagliari e Genoa divise da soli 4 punti in piena zona retrocessione e soprattutto si affrontano le 2 squadre che hanno il minor minutaggio di possesso palla di tutta la serie A.

Partono meglio gli uomini di Ranieri che sfiorano il vantaggio già al quinto minuto con Luvumbo che però spreca non trovando lo specchio della porta. La partita si appiattisce e i ritmi scendono di colpo con le due squadre che rimangono basse cercando di non scoprirsi quasi per paura di subire il gol. Bisogna aspettare la mezz’ora per vedere un’occasione: Mancosu che dalla linea di centrocampo tenta di sorprendere Martinez ma non trova la rete. I liguri rispondono al 36’: Gudmundsson pesca Vasquez che controlla e calcia di destro ma colpisce la traversa.  Al 41’ i ragazzi di Ranieri trovano il gol con Lovumbo che però viene annullato dal direttore di gara per fallo in attacco dell’attaccante. Si va negli spogliatoi sul parziale di 0 a 0.

Si torna in campo con Ranieri che butta nella mischia Nicolas Viola per Mancosu. Il centrocampista ancora una volta entra e pesca il jolly esattamente dopo 180” dal suo ingresso: servito Oristanio converge e con un forte mancino rasoterra beffa Martinez. Sardi in vantaggio. La risposta dei rossoblù di Gilardino non si fa attendere e 50’ Gudmundsson sfrutta un rimpallo e scavalca Scuffet in acrobazia per il pareggio. La gara sale di tono e al 55’ il Cagliari potrebbe centrare la rete del nuovo vantaggio ma il portiere genoano si oppone prima al tiro ravvicinato di Oristanio e poi alla successiva respinta di Lovumbo. Le mosse di Ranieri a differenza di quelle di Gilardino funzionano e al 70’ Zappa, altro neo entrato, firma il sorpasso su assist di Petagna.  Il Genoa prova a reagire ma non riesce mai a rendersi pericoloso. Finisce con la seconda vittoria consecutiva dei padroni di casa che salgono a 9 punti in 17^ posizione. Resta invariata la situazione del Genoa fermo a quota 11 punti. (s.p.)

Roma-Lecce 2-1 ore 18.00

La Roma cerca il riscatto in campionato dopo la prova opaca del Meazza contro l’Inter, il Lecce reduce da 2 pareggi e 3 sconfitte nelle ultime 5 gare di campionato vuole la prima vittoria in trasferta. Mourinho punta sul duo Dybala-Lukaka in avanti con El Shaarawy e Karsdorp sulle fasce, mentre senza Paredes squalificato il centrocampo è formato da Aouar, Bove e Cristante. D’Aversa schiera ancora il tridente Almqvist-Krstovic-Banda, Kaba sostituisce Gonzalez a centrocampo, Dorgu scelto per coprire la fascia sinistra.

Si inizia subito con un episodio che può dare un verso alla gara, è il 1′ quando Aouar si insinua nel cuore della difesa salentina cercando Dybala al centro dell’area. L’argentino colpisce a botta sicura e la palla deviata da Baschirotto finisce fuori, l’arbitro Colombo va alla VAR e fischia il rigore alla Roma per una deviazione di mano del difensore leccese. Sul dischetto va Lukaku che calcia centrale e Falcone neutralizza. La Roma non si abbatte e continua a fare la partita anche se non è sempre lucida negli ultimi 20 metri. I giallorossi si rifanno pericolosi prima con Dybala che si infila in area ma sbaglia il passaggio finale al 17′, e poi con Aouar che al 24′ impegna Falcone in una bella parata in tuffo con un bel destro a giro. Alla mezz’ora la squadra giallorossa vicina al gol con un triplice tentativo, il primo di Dybala, il secondo di Bove, l’ultimo ancora di Dybala che si costruisce la conclusione con una magia ma spara largo di poco. Al 39′ la prima conclusione in porta del Lecce, con la parata facile di Rui Patricio sul tiro di Rafia smorzato da un rimpallo.

Si riprende con gli stessi undici, Roma molto aggressiva nella metà campo avversaria, Lecce a controllare e ripartire con veloci incursioni degli esterni. Salentini pericolosi al 54′ con Pongracic che si incunea bene in area ma la conclusione è debole. Subito dopo è la Roma a sfiorare il gol con Lukaku ben servito in area da El Shaarawy ma spara centrale sui piedi di Falcone. Si arriva all’ora di gioco con continui capovolgimenti di fronte senza però episodi da sottolineare. Su corner di Dybala ci prova Mancini ma la conclusione è troppo larga (68′). Al 70′ si rivede Renato Sanches mandato in campo da Mourinho al posto di uno affaticato Bove. Il Lecce passa in vantaggio al 72′: Banda sfugge a Mancini e sul rimpallo con Llorente la palla schizza sui piedi di Almqvist che non sbaglia. Nonostante i molti cambi la Roma non riesce a organizzare azioni offensive degne di nota ed è il Lecce a sfiorare il raddoppio al 84′ con Strefezza che sfrutta una indecisione difensiva dei giallorossi ma conclude fuori da posizione defilata. Colombo chiama 5′ di recupero e la gara prende una direzione inaspettata: al 91′ Azmoun di testa insacca sul cross dalla sinistra del subentrato Zalewski e al 94′ Lukaku servito in verticale da Dybala protegge palla in area e di sinistro gela Falcone rifacendosi dell’errore iniziale dagli undici metri.

La Roma si affaccia al derby con una vittoria sicuramente importante ma non convincente, per il Lecce la sconfitta ha il sapore di una beffa, gli uomini di D’Aversa meritavano sicuramente qualcosa di più. (m.s.)

Fiorentina-Juventus 0-1 ore 20.45

Nel posticipo del Franchi, vince di corto muso la Juventus che supera 1-0 la Fiorentina. Decisiva una rete di Miretti nel primo tempo.

Con l’ex Dusan Vlahovic escluso dall’undici iniziale, Allegri si affida alla coppia d’attacco Chiesa-Kean, con il supporto alle fasce di Kostic e McKennie. In difesa torna Rugani dal primo minuto. Italiano invece sceglie Beltran nel ruolo di centravanti, con il trio composto da Nico Gonzalez, Barak e Kouame alle sue spalle. Panchina iniziale per Bonaventura.

Il gol del vantaggio della Juventus arriva alla prima indecisione da parte della difesa viola. Su un passaggio filtrante per Kostic, Parisi calcola male i tempi dell’intervento, permettendo all’esterno serbo di crossare indisturbato con il mancino dal limite dell’area di rigore. Il pallone rasoterra arriva sui piedi di Miretti, che con il piatto batte Terracciano, siglando la prima rete di questo campionato. La Fiorentina risponde al 30’, con una botta da fuori di Nico Gonzalez, respinta da Szczesny. La Viola cerca il forcing sul finale di primo tempo, ma la Juve (miglior difesa del campionato con 6 gol subiti) non lascia molti spazi alla squadra di Italiano. Nel recupero, i padroni di casa ci provano prima con Biraghi, poi con un colpo di testa di Ranieri che termina alto di poco. Si va dunque a riposo sul risultato di 0-1.

A inizio ripresa la Fiorentina si gioca il primo cambio: dentro Nzola fuori Beltran. La Juve torna in campo con maggiore aggressività e va vicino al raddoppio prima con Chiesa, fermato da Terracciano anche se in posizione di offside, poi con Kean, murato in extremis dalla difesa toscana.
Italiano inserisce anche Bonaventura, che ci prova da lontano sfiorando l’incrocio dei pali. Cambia anche Allegri: dentro l’ex Vlahovic, fischiato nel prepartita, insieme a Milik e Cambiaso, per la Fiorentina entrano anche Ikonè e Sottil.
Nell’ultima mezz’ora, i bianconeri si abbassano nella propria metà campo lasciando l’iniziativa ai padroni di casa per ripartire in contropiede. Parisi, che ha sulla coscienza il vantaggio juventino, prova il gol della domenica con il mancino da fuori area che sfiora la traversa. All’88’ il colpo di testa di Nzola in torsione termina alto.
Nei 5′ di recupero concessi dall’arbitro Chiffi tentativo di Cambiaso di testa su cross di McKennie, ma Terracciano ci arriva. Poche altre emozioni accompagnano il match nelle battute finali.

La Juve vince e si porta a quota 26 punti, al secondo posto dietro l’Inter, capolista con 28. Bianconeri che si candidano a essere la rivale numero uno dei nerazzurri considerando i punti di ritardo del Napoli (7) e il passo falso del Milan in casa contro l’Udinese.

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