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Esclusiva Sorrentino: “Vicario sta facendo cose incredibili. Meret non lo scopriamo adesso”

"Nessuno puntava su Provedel, io conoscevo le sue potenzialità"

di Antonio Frateiacci – Per fare il punto su come si stanno comportando i portieri del campionato italiano, abbiamo raggiunto in esclusiva l’ex portiere Stefano Sorrentino. Oltre 360 presenze in Serie A difendendo i pali di Chievo, Palermo e Torino, attualmente Presidente del A.S.D. Chieri, società che milita in Serie D.

Quanto è cresciuto Meret?: “Sicuramente Meret sta dimostrando che è un portiere forte, un portiere affidabile. Nonostante quest’estate il Napoli ha provato a prendere tutti i portieri possibili. In questa stagione, anche grazie ai pochi infortuni che ha avuto, è stato molto più costante e affidabile. Detto questo Meret non lo scopriamo adesso”. 

Che stagione stanno facendo Di Gregorio e Falcone: Sono giovani interessanti, mi fa piacere che entrambi siano Italiani. Io sono uno che sposa sempre la scelta dei portieri italiani visto che abbiamo la scuola migliore. Sono due portieri forti, che stanno facendo bene”.

Tra gli italiani quale portiere ti ha rubato l’occhio?: “È chiaro che su tutti Vicario sta facendo cose incredibili. Senza dimenticare Carnesecchi, Silvestri che è sempre una garanzia, Provedel su cui nessuno puntava tanto ma io ho avuto la fortuna di allenarmi con lui al Chievo per tanto tempo e conoscevo le potenzialità però è chiaro che quando arrivi in una piazza importante come Roma e diventi subito protagonista come lo è stato lui significa che hai lavorato tanto anche di testa e che era già pronto per grandi palcoscenici”.

Quanto è cambiato il ruolo del portiere negli ultimi anni?: “Io sono dell’idea che il portiere deve parare. È vero il ruolo sta cambiando sicuramente tanto. a me questa cosa non fa impazzire perchè, come ho detto, credo che il portiere in primis debba parare, altrimenti ci mettiamo i giocatori di movimento in porta. Saper giocare con i piedi deve essere un cosa in più. Faccio sempre il paragone con l’automobile: C’è chi vuole il tettino che si apre e chi no, chi vuole il cambio automatico e chi manuale, ma poi alla fine sono degli optional, senza carburante non si muove. Purtroppo sto vedendo, anche in grandi squadre europee, sempre più spesso portieri più bravi con i piedi che a parare, e questo non va bene”.

Carnesecchi è un giovanissimo ma già se ne parla come se fosse un campione, si rischia di mettergli troppa pressione?: “Il rischio c’è ma vale per il portiere come gli altri ruoli. Purtroppo in Italia non abbiamo la pazienza di far crescere i giovani. Se paragoniamo le età medie dei massimi campionati europei ci rendiamo conto che siamo messi malissimo. Questo ti fa capire tutto, indipendentemente dal ruolo”.

Tra le sorprese di questa stagione possiamo metterci Terracciano?: “Sia per rendimento che per essere riuscito a passare dal ruolo di secondo a titolare in una piazza importante come Firenze: “Sicuramente è molto complicato passare da fare il secondo a fare il titolare. Terracciano nelle ultime stagioni sta facendo molto bene. Bisogna fargli i complimenti perché veniva da un periodo dove non stava giocando tantissimo e poi a Firenze non è semplice giocare. Ha vinto la concorrenza, prima di Dragowski e poi di Gollini. Sta dimostrando di essere un portiere pronto sia mentalmente che fisicamente”.

Che portiere è Maignan?: “Maignan è quello che è arrivato in Italia e si è ambientato nel minor tempo possibile. ha subito capito determinate dinamiche e ha dimostrato di essere un portiere di livello mondiale. È un portiere che partecipa all’azione ma che non vuole strafare con i piedi, fa lo stretto necessario aiutando la squadra sia nella costruzione del gioco che nel comandare la difesa dando sempre indicazioni importanti ai compagni. Tatarusanu non ha fatto malissimo. Nelle ultime partite giocate da Tatarusanu il Milan spesso non ha subito gol, chiaramente rispetto a Maignan lui svolge diversamente il ruolo”.

Che ne pensi di Audero?: “Parliamo di un portiere forte, giovane e che ha dimostrato attaccamento alla maglia, visto che pare abbia rifiutato offerte importanti a gennaio. Nonostante la situazione societaria è voluto rimanere a Genova con tutti i rischi del caso sposando fino in fondo la causa Sam. Ha avuto bisogno di poter giocare per dimostrare le sue qualità”.

Szczęsny, Skorupski, Drągowski: sta nascendo un “scuola” polacca o è solamente un caso?: “Credo sia in proporzione a tutti gli altri giocatori. La Polonia è un ottima nazionale, la più rappresentata in Serie A. Questo ci fa capire che parliamo di un movimento calcistico importante a prescindere dai ruoli”.

Donnarumma al PSG, scelta giusta?: “Bisogna chiederlo a lui, io dico sempre che le scelte sono personali e non possiamo giudicarle. La sua scelta va rispettata: è andato in una delle squadre più importanti al mondo a giocare con campioni come Messi, Neymar e Mbappé. Lui è forse il miglior portiere italiano al mondo e questa esperienza lo può aiutare a crescere ancora di più”.

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