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Serie A: Empoli, presentato Andreazzoli

Il nuovo allenatore è al terzo ritorno sulla panchina dei toscani

(foto sito Empoli)

Esonerato Paolo Zanetti, sulla panchina dell’Empoli torna per la terza volta Aurelio Andreazzoli. Il tecnico richiamato dal presidente Corsi, aveva già guidato la squadra la prima volta nel 2017 conquistando la promozione in serie A e retrocedendo nella stagione successiva solo per gli scontri diretti. Riprende il timone del club nell’estate del 2021 conquistando la salvezza con tre giornate di anticipo.

Andreazzoli, che ha firmato un contratto fino al termine della stagione con rinnovo automatico di un anno in caso di salvezza, è stato presentato oggi alla stampa.

Le parole di Andreazzoli

Sono qui con grande entusiasmo. Empoli è un ambiente che mi piace e in cui sto bene. So di essere apprezzato dalla società. Conosco bene i calciatori e la squadra esteriormente, adesso valuterò dall’interno gli uomini, l’etica del lavoro, il cuore, la capacità di stare insieme, di reazione alle difficoltà. Questa è una pagina da scrivere. L’impressione generale è quella di una squadra che ha potenzialità per esprimersi, sia sotto l’aspetto tecnico che sulla possibilità di variare gli interpreti ma anche questa è una valutazione che ha necessità di approfondimento

Cosa ho pensato quando mi hanno contattato? Mi ha telefonato il Direttore Accardi e sembrava che ci fossimo sentiti il giorno precedente: il fatto che due persone non si vedano e non si sentono non significa che non ci sia stima. Questo vale anche per il Presidente Corsi, altrimenti non sarei qui. Il discorso è reciproco. Non mi sono sentito offeso quando il presidente mi ha chiamato a dirigere la sua squadra e non mi devo offendere nemmeno se fa una scelta diversa da quello che è il mio desiderio, se i rapporti sono sani e onesti come sono sempre stati. La mia risposta è stata con entusiasmo, qui sto bene e siamo in Serie A: non potevo chiedere di meglio.

Quanto sarà importante lavorare sulla testa oltre che sul campo? Le due cose vanno di pari passo. Tutto dipende sempre dalla testa. Servirà trovare le chiavi giuste ma non penso sia difficile, in questa situazione c’è bisogno di avere soddisfazione in quello che si fa. I numeri non sono confortanti adesso ma il percorso è lungo, noi siamo al primo passo e poi vedremo che direzione prendere: sono fiducioso perché vedo occhi interessati e interessanti. Voglio approfondire la conoscenza dei calciatori e far conoscere cosa pretendo e la mia filosofia di rapporto con un gruppo”.

Tutto quello che è successo è successo, dobbiamo guardare avanti con entusiasmo, che dovremo dare anche noi. Non c’è crescita in un ambiente depresso. Le difficoltà aiutano a scoprirsi? Le cose facili sembrano scontante, quando i ragazzi giovani non hanno la percezione del negativo la devono scoprire. Nel momento in cui che la scoprono capiscono cosa significa il successo. Ansia per i risultati delle altre squadre? No, ci sono ancora 34 gare, non mi preoccuperei di questo. La classifica può spaventare ma non è sempre corretto farlo”.

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