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ESCLUSIVA BTTFTV – Sonetti: “Quella volta che presi Walter Zenga per i capelli”

Nel corso della trasmissione “Lunedì in Rete” – in onda su backtothefootballtv (Facebook, Youtube e Twitch) – è intervenuto Nedo Sonetti, grande protagonista sulle panchine di Atalanta, Cagliari, Lecce, Udinese, Ascoli e capace di vincere ben 8 campionati nella sua lunga carriera

IL SOGNO BERGAMASCOHo girato tante squadre e tante sono le soddisfazioni che ancora a distanza di tempo porto con me. Nella mia carriera ho vinto ben otto campionati e senza dubbio il primo anno sulla panchina dell’Atalanta fu uno dei più importanti. Il Presidente Bortolotti mi diede l’incarico dicendomi semplicemente che per fare una buona stagione sarebbe bastato fare un punto in più rispetto a quanto fatto da Ottavio Bianchi l’anno. Feci decisamente meglio vincendo il campionato e centrando la promozione in serie A. In quell’Atalanta – continua Sonetti c’erano tanti giovani interessanti come Donadoni, uno dei più forti insieme a Zenga che ho mai allenato.

E proprio su Zenga, Sonetti ricorda un aneddoto ai tempi della Sambenedettese – Era molto giovane e anche molto sveglio. Durante un allenamento mi fece arrabbiare un bel po’ e praticamente lo portai a passeggio per il campo tenendolo per i capelli. Ogni tanto ci telefoniamo e ridiamo insieme di questa storia. E’ certamente il miglior portiere che ho avuto e infatti l’anno successivo andò all’Inter dove fece grandi cose.

UN CALCIO CAMBIATOOrmai il calcio è anni luce da quello che conoscevo. Gli stessi giocatori sono cambiati. Non posso accettare che poco prima della partita scendono in campo e si isolano da tutto indossando ad esempio delle cuffie. C’è meno concentrazione, meno attaccamento e troppe distrazioni. Non è certamente facile per gli allenatori di oggi parlare con loro e trovare un punto di contatto. Quello che manca è lo spirito e anche sul numero di stranieri sarebbe da rivedere qualcosa. Quando ero a Torino – ricorda Sonetti – ne avevo solo tre in rosa e nel giorno della commemorazione della strage di Superga c’era molto coinvolgimento, perchè inevitabilmente i calciatori italiani si sentivano più vicini a quanto accaduto.

SARRI E MOURINHO Quest’anno qualcosa non funziona e sinceramente è difficile capire i problemi di una squadra senza essere all’interno. Manca Milinkovic, questo si nota, ma sta mancando anche l’apporto dei giocatori che l’anno scorso hanno fatto la differenza. Ad ogni modo, se non hai i giocatori giusti è difficile fare bene, come quando suoni la chitarra, se non è accordata a puntino, è tutto più difficile.
Mourinho? E’ bravo, furbo e intelligente, ma onestamente non mi piace quando starnazza a fine partita.


GIOVANI ALLENATORI – Di Francesco l’ho avuto ai tempi dell’Ancora e sono molto contento che stia facendo bene con il Frosinone. Ha avuto un periodo difficile, ma questo fa parte della carriera di un allenatore.
Italiano? Potenzialmente ha tutto per diventare un grande allenatore, deve migliorare sotto qualche aspetto, ma può fare una grande carriera.

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