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Esclusiva Flachi: “Quella volta in cui Edmundo mise a sedere Maldini e Costacurta”

di Tiziano Dipanati – Con il “viola” nel cuore e diverse stagioni passate con la maglia della Fiorentina tra il ’93 e il ’99, Francesco Flachi presenta la sfida del Franchi tra la squadra di Vincenzo Italiano e il Milan, valida per la 25^ giornata di campionato. Tra analisi e pronostici, anche alcuni ricordi del suo passato a Firenze.

Cosa ti aspetti da Fiorentina-Milan?

“Mi auguro una bella partita. Vengono entrambe da risultati importanti dopo aver passato dei momenti difficili. A tratti non hanno ripetuto le stesse cose dell’anno scorso e quindi penso che in questo match ci sia la voglia di tornare a essere protagonisti. La Fiorentina in questo momento non sta facendo il gioco della passata stagione, però è ancora impegnata su tre fronti contando la Conference League e la semifinale di Coppa Italia. Credo che un risultato importante possa dare ulteriormente fiducia per arrivare nelle zone di classifica che contano. Il Milan si deve riconfermare e continuare a rimanere in zona Champions”.

Un’analisi sul momento della Fiorentina

“L’anno scorso era più facilitata: col cambio di allenatore, col gioco e con l’entusiasmo nuovo c’era tanta voglia di mettersi in mostra. Questo perché l’allenatore sceglie i giocatori in base a quello che vede e non in base al passato. Il problema di quest’anno è stato quello di giocare ogni tre giorni e non avere tutta la settimana per preparare la partita: in questo modo la squadra può risentirne sia a livello mentale sia fisico. C’è comunque tempo fino alla fine della stagione per puntare su tutti e tre i fronti, e per farlo c’è bisogno di programmazione. Allenatore e squadra devono essere bravi a recuperare dalla fatica. Inoltre gli attaccanti sono stati in difficoltà, non trovando facilmente la via del gol”.

Ti aspettavi questo rendimento di Jovic?

“Ha delle qualità, ma non è una prima punta. Sicuramente, però, non pensavo potesse avere queste difficoltà. Ora il calcio è un po’ cambiato perché si dà più tempo ai giocatori per integrarsi, ai nostri tempi si davano massimo due partite. Bisogna un attimo calarci in questa realtà e aspettare un po’, sperando che si sblocchi”.

Come giudichi il lavoro di Italiano?

“Lui ha iniziato da poco la sua carriera da allenatore e in questi anni ha avuto successi anche in categorie inferiori. Deve ancora fare esperienza e cercare di crearsi le sue sicurezza nel preparare le partite. A me piace, sono contento e sicuramente è un progetto importante, sperando che possa andare sempre meglio. Intanto nella prima stagione è riuscito a portare la squadra in Conference. Quest’anno, sulla carta, ha la possibilità di raggiungere la finale di Coppa Italia e sta anche facendo bene in Europa”.

Che tipo di presidente è Commisso?

“Lo vedo molto simile a Cecchi Gori: ha tanto entusiasmo e tanta passione. È un presidente vecchio stampo, un vecchio padre come lo avevamo noi, che tratta i giocatori come i suoi figli e cerca di tenerseli stretti. Avere un presidente presente e con tanta passione fa piacere ai giocatori e ti fa lavorare bene”.

Per quanto riguarda la tua carriera da giocatore, come hai vissuto il passaggio dalla Serie B alla Serie a con la maglia della Fiorentina?

“Per me è stato abbastanza facile. Solo quindici giorni prima salivo le scale per salire in Curva Fiesole, e d’un tratto mi sono ritrovato a salire le scale per entrare in campo. È stato talmente veloce che non me ne sono nemmeno reso conto. Avevo il pregio di avere una certa spensieratezza che mi faceva approcciare in quel modo lì. Poi, però, nell’arco della carriera devi capire che sei lì non soltanto per gioco ma perché è il tuo lavoro e a livello mentale devi prenderla con una certa considerazione”.

Come era il tuo rapporto con i tifosi e la società?

“Come ho accennato prima, io vengo dalla Curva Fiesole, quindi molte delle persone che mi tifavano erano amici. I miei rapporti sono principalmente belli, ma poi, come è normale che sia, c’è sempre stato qualcuno a cui non piaccio. Sono molto legato a Firenze e sono tifoso della Fiorentina”.

Hai un ricordo personale e uno su Fiorentina-Milan che porti con te?

“A livello personale penso di avere un piccolo record per essere l’unico giocatore ad aver vinto nello stesso anno la Coppa Italia sia con la primavera sia con la prima squadra. Su questa sfida in verità non ci sono ricordi particolarmente belli, perché a quei tempi era un grande Milan ed era difficile vincere. Ho un ricordo che può essere un po’ emblematico per i tifosi: quando Edmundo tenne la palla sulla bandierina per cinque minuti mettendo a sedere Maldini e Costacurta che non riuscivano a rubargliela.  Questi sono i bei ricordi, ma penso che nella vita serva anche fare tesoro di quelli brutti e cercare di non sbagliare più”.

Come finirà la partita tra i viola e i rossoneri?

“Pronostico non facile. È una partita che tutti vorrebbero giocare, un match importante con grandi giocatori. Da tifoso, mi auguro che vinca la Fiorentina!”.

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