giovedì , 13 Giugno 2024
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Esclusiva Delio Rossi: “Napoli a parte, tutte le altre hanno problemi di continuità”

di Antonio Frateiacci – Per commentare la venticinquesima giornata di campionato abbiamo raggiunto in esclusiva Delio Rossi, che in carriera ha allenato molte delle squadre dell’attuale Serie A: Lazio, Atalanta, Fiorentina, Lecce, Salernitana, Bologna e Sampdoria.

Che partita è stata Napoli Lazio? – “Alla vigilia avevo detto che il Napoli era favorito ovviamente, ma se c’era una squadra che poteva metterlo in difficoltà quella era proprio la Lazio. I biancocelesti hanno una fase di non possesso che ti crea diversi problemi e soprattutto sono stati bravi a far si che il Napoli non trovasse i giocatori tra le linee. In particolar modo i centrocampisti e gli esterni quando si accentravano. Bravi anche a raddoppiare sempre su Kvaratskhelia. Questa partite sono sempre molto bloccate e spesso vengono risolte da episodi come un tiro da fuori come quello di Vecino oppure un calcio piazzato. Se fosse andato andato in vantaggio il Napoli molto probabilmente avremmo assistito a un’altra partita. Detto questo la Lazio è stata brava a concedere pochissimo e dopo il gol si è difesa con molto ordine. Non sarà stata una partita entusiasmante ma la Lazio ha fatto di necessità virtù perché quello è il modo per fermare il Napoli in questo momento”.

Come nascono le stagioni come quella del Napoli quest’anno? – “Sicuramente dipende molto dai giocatori che hanno trovato subito la quadra. Poi ci sono dei giocatori che sono più abituati di altri a giocarsi la partita della vita ogni tre giorni. Per molti calciatori giocare contro la Cremonese o contro il Liverpool non è la stessa cosa. Oltre a questo il Napoli sta dimostrando di avere una rosa all’altezza visto che non c’è molta differenza tra titolari e riserve. In aggiunta a tutto ciò devo dire che c’è anche un grande lavoro dell’allenatore perché forse Spalletti è uno dei pochi che migliora i giocatori“.

Che momento sta attraversando l’Atalanta di Gasperini? – “Hanno cambiato gran parte dei giocatori quest’anno. Parliamo di calciatori importanti come Ilic, Romero. In più Zapata e Muriel giocano meno. Ci doveva essere una fase di assestamento ma credevo l’avessero superata brillantemente. L’intensità di gioco è sempre il loro punto di forza, in questo momento fanno fatica a essere intensi. Quando viene meno l’intensità escono fuori i limiti di qualche giocatore che magari non è di primissima fascia”.

A che punto è il percorso della Fiorentina di Italiano? – “A differenza del Napoli si vede che i giocatori viola non sono abituati a giocare la partita ogni tre giorni. E’ anche una questione di abitudine. Oltre a questo hanno probabilmente anche una rosa meno profonda e quindi assistiamo a queste prestazioni, possono perdere contro il Bologna e vincere col Milan. La Fiorentina ha dei valori ma non era abituata a giocare le coppe e sta pagando questo”.

Sampdoria-Salernitana, da doppio ex, che situazione stanno vivendo? – “Secondo me a parità di qualità, sia di calciatori sia di allenatore, la differenza la fa la società. La Salernitana ha una società importante alle spalle. L’anno più brutto per una neopromossa è il primo perché poi ti assesti e rischi di rimanere costantemente in Serie A, come il Chievo di qualche anno fa o come il Sassuolo ora. La Sampdoria, dal canto suo, paga il metodo di gestione della società: l’anno che ti va male, l’anno in cui non riesci a tirar fuori il giocatore da vendere, rischi di andare in B, come è successo al Genoa. Secondo me farà fatica a salvarsi. Questo mi dispiace molto perché Genova è una piazza incredibile, due tifoserie appassionate e non merita di avere due squadre nella serie cadetta. Forse una delle cose più belle che mi è capitata è di giocare il derby a Genova, è veramente uno spettacolo sia da una parte sia dall’altra. Genova merita di avere due squadre in Serie A“.

Roma-Juventus, Mou contro Allegri, è vero che non sono allenatori moderni? – “Per il mio modo di catalogare gli allenatori ci sono tre categorie. Ci sono i ‘maestri’ tipo Sarri, Zeman, Sacchi, forse anche io (ride, ndr) che danno un’impronta importante alle squadre, hanno un canovaccio importante. Ci sono gli allenatori ‘intermedi’ che danno un’infarinatura al gioco collettivo e lasciano un po’ più di spazio all’estro dei giocatori. Infine ci sono i ‘gestori’ come posso essere i commissari tecnici delle nazionali o ad esempio Zidane che si fidano solo ed esclusivamente dei propri calciatori. Un maestro non lo vedrei bene al Real Madrid, all’Empoli è più normale che tu debba affidarti al collettivo. Tornando a Roma-Juve, è stata una partita tra due squadre che hanno un gioco particolare, si affidano molto ai propri calciatori e soprattutto sono due squadre che puntano più al sodo che allo spettacolo. La partita non è stata bella e come succede spesso in questi casi si aspetta di più l’errore dell’avversario. La Roma non ha commesso errori la Juventus sì e la partita è andata ai giallorossi. Se avesse fatto gol la Juventus molto probabilmente avrebbe vinto la Juventus”.

Con la vittoria contro il Lecce Inzaghi scaccia via la crisi? – “A parte il Napoli, tutte le altre squadre stanno avendo problemi di continuità. Abbiamo a che fare anche con un campionato anomalo per via del fatto che è iniziato presto, con un mondiale in mezzo e che terminerà a giugno inoltrato. Molti giocatori non si sono ancora ripresi dal mondiale, vedi il Milan con Theo, Leao o Giroud. Questa andatura altalenante la stanno avendo più o meno tutti, tranne il Napoli. Secondo me si gioca troppo e di conseguenza non puoi essere sempre al cento per cento. L’Inter, insieme alla Juventus, doveva essere la vera antagonista del Napoli. Tra le squadre in cima alla classifica, forse l’Inter è quella che sta facendo peggio in proporzione alla rosa che ha. L’Inter è un instant team, progettata per vincere subito, fin qui non sta facendo un campionato esaltante”.

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