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Serie A: l’Inter batte la Lazio in rimonta 3-1 e regala il match point al Napoli

Inzaghi la vince con i cambi, decisivi Lautaro e Gosens

di Marcello Baldi – Dopo l’iniziale vantaggio firmato Felipe Anderson, i nerazzurri trovano prima il pari con Lautaro, poi il sorpasso con Gosens e infine il gol del definitivo 3-1 ancora con l’argentino.
Nerazzurri che scendono in campo con il classico 3-5-2: Onana tra i pali, linea a 3 composta da Bastoni, Acerbi è D’Ambrosio. Brozovic confermato in regia, con Barella e Mkhitaryan ai suoi lati. A presidiare le fasce Darmian e Dimarco, con Lukaku e Correa davanti. La Lazio risponde con il 4-3-3 tipico di Sarri. A difendere la porta di Provedel, la linea a 4 composta da Hysaj, Romagnoli, Casale e Marusic. Milinković-Savić, Cataldi e Luis Alberto a centrocampo, tridente che vede il ritorno dal 1’ di Immobile con Felipe Anderson e Zaccagni ai suoi lati.

La partita

Match che parte subito forte, con una grande risposta di Provedel sul mancino di Brozovic.

La Lazio risponde con Immobile al 7’, anche se la parata di Onana è in fuorigioco. Al 20’ ci prova Mkhitaryan, ma Provedel risponde ancora presente. Molto bene in questa fase d’avvio i due nerazzurri Barella e Darmian, dai cui piedi arrivano i pericoli maggiori.
Al 25’ è infatti proprio da un cross dell’ex Manchester United che Mkhitaryan, con una zampata, riesce a battere Provedel e portare in vantaggio i padroni di casa. Gioia che però dura solo pochi minuti, perché il gol viene annullato per una posizione di fuorigioco proprio di Darmian. Campanello d’allarme per gli uomini di Sarri che però, al minuto 30’, passano in vantaggio.
Felipe Anderson è caparbio nel recuperare palla in pressing su Acerbi, che scivola e regala la sfera al brasiliano. Il numero 7 scambia prima con Ciro Immobile, poi con Luis Alberto che la restituisce liberandolo per la conclusione. Tiro all’angolino che batte Onana, passando sotto le gambe di D’Ambrosio e vantaggio Lazio. È la sesta rete di Felipe Anderson all’Inter.
Gli uomini di Inzaghi, nonostante lo svantaggio, continuano a fare la partita: Mkhitaryan ci riprova con un’azione fotocopia del gol annullato, ma spara alto. Barella sfiora L’eurogol al volo, poi Immobile nel recupero viene fermato da Onana.
Molte emozioni nel primo tempo, con la Lazio che rovina (momentaneamente) la festa scudetto del Napoli che spera invece in un risultato positivo dei nerazzurri per poter festeggiare il terzo titolo della sua storia.

La ripresa comincia male per i biancocelesti: al 48’ Cataldi esce per infortunio, al posto  dell’ex Vecino.

Al 54’ nuova occasione per Barella, che ci prova su assist Dimarco ma non inquadra bene lo specchio della porta. Luis Alberto, dall’altra parte, impegna Onana che risponde presente sulla sua conclusione di piatto.
L’Inter non riesce a trovare il gol del pari. Ecco allora che Simone Inzaghi decide di optare per il doppio cambio che si rivelerà decisivo: dentro Calhanoglu e Lautaro al posto di Correa e Mkhitaryan. L’Inter continua ad andare vicino al gol del pari: al 65’ miracolo Provedel su Dimarco, che devia con le unghie la conclusione mancina dell’esterno nerazzurro.

Arriva l’ultimo quarto d’ora di match, Inzaghi chiama a gran voce i suoi per provare l’improbabile rimonta e al 77’ arriva la prima rete nerazzurra: Lukaku lavora bene il pallone e serve l’accorrente Lautaro Martinez in area: l’argentino controlla e tenta la conclusione in scivolata che anticipa Provedel e ristabilisce il pari. Torna così la coppia “Lu-La” ad essere decisiva. Passano solo 6 minuti e arriva anche il sorpasso: ancora Lukaku a fornire l’assist questa volta geniale, per l’inserimento di Gosens che sfugge alle spalle di Marusic: il tedesco arriva in spaccata sul pallone e batte Provedel sotto le gambe. Una conclusione però che lo porta a cadere male ed infortunarsi al braccio destro.
L’Inter passa in vantaggio, ma perde un uomo. Al posto dell’ex Atalanta, entra de Vrij. Esultanza sfrenata di Simone Inzaghi e anche di Christian Vieri in tribuna.
Per la Lazio è notte fonda e di fatto il terzo gol se lo segna da sola: l’ex di turno, Matias Vecino (l’uomo che regalò la Champions all’Inter nello storico scontro diretto tra le due compagini il 20 maggio 2018) passa il pallone all’indietro per Provedel, ma non si accorge del pressing di Lautaro in agguato. L’argentino calcia, Provedel para ma la ribattuta favorisce ancora Lautaro per il definitivo 3-1 nerazzurro.
A San Siro termina con la vittoria di Inzaghi su Sarri lo scontro diretto per la Champions. Inzaghi torna prepotentemente in corsa a -4 dalla Lazio e al quarto posto, scavalcando Milan e Roma. Lazio fermata, ma che lui vedere il bicchiere mezzo pieno proprio in virtù del risultato di ieri tra le due avversario.
Un risultato, quello di San Siro, che nel pomeriggio potrebbe sancire la definitiva vittoria del tricolore del Napoli.

Il tabellino

Inter (3-5-2): Onana; D’Ambrosio (1′ st Dumfries), Acerbi, Bastoni (26′ st Gosens); Darmian, Barella, Brozovic, Mkhitaryan (16′ st Calhanoglu), Dimarco; Correa (16′ st Martinez), Lukaku. Allenatore: Inzaghi

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic (41′ st Pellegrini), Casale, Romagnoli, Hysaj (41′ st Lazzari); Milinkovic-Savic, Cataldi (6′ st Vecino), Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile (23′ Pedro), Zaccagni. Allenatore: Sarri

Arbitro: Guida
Marcatori: 30′ Felipe Anderson (L), 33′ st, 45′ st Martinez (I), 38′ st Gosens (I)
Ammoniti: Zaccagni (L), D’Ambrosio (I), Bastoni (I), Marusic (L)

Le dichiarazioni post partita

INZAGHI – “Questa è stata una delle migliori partite da quando sono qua. A fine primo tempo ho detto ai ragazzi che avrebbero dovuto continuare così, eravamo sotto ma avevamo fatto una grandissima prestazione dopo un mercoledì molto intenso. Non dimentichiamo che giocavamo contro la seconda in classifica, ma oggi è stata davvero una bellissima Inter. Per noi era una partita importantissima, ora ne avremo altre già tra 72 ore e dobbiamo continuare così. Speriamo Gosens non si debba fermare”

SARRI – “Le recriminazioni le dobbiamo fare nei nostri confronti, la squadra ha fatto una partita dignitosa per 60 minuti. L’inizio del secondo tempo è stato abbastanza sereno anche se avevo un po’ di timore. Però quando il vento della partita è cambiato abbiamo dato la sensazione dell’arrendevolezza e questo non mi piace. Non sono soddisfatto. la realtà è quella che ho detto prima: non era facile prima, non è impossibile ora. Noi se si va in Champions si fa un miracolo, leggete le sostituzioni degli avversari di oggi. Questo gap, tra noi e le big, in parte lo si può coprire e in parte lo deve coprire la società”.

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