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Serie A: 33^ giornata, gli anticipi di venerdì

La Lazio passa sul campo del Genoa; pari tra Cagliari e Juve

(foto SS Lazio)

Due gli anticipi in programma nel venerdì del 33^ turno di Serie A. Nella gara delle 18.30 al Luigi Ferraris, il Genoa di Gilardino ospita la Lazio di Tudor. Passano i biancocelesti con la rete di Luis Alberto al 67′. Gol ed emozioni nel match delle 20.45: grazie ai due rigori concessi nell’arco di 6 minuti dall’arbitro Piccinini (30′ e 36′), il Cagliari di Ranieri si porta 2-0 sulla Juventus che nel secondo tempo trova il pari con Vlahovic (61′) e un’autorete di Dossena (87′).

Genoa-Lazio 0-1 (ore 18.30)

Gilardino schiera il consueto 3-5-2: Martinez in porta; De Winter, Vogliacco e Vasquez la linea difensiva; a centrocampo Martin e Spence gli esterni con Frendrup, Strootman e Gudmundsson a completare il reparto; davanti Ekuban e Retegui.
Con le assenze di Guendouzi e Immobile, Tudor si affida alla coppia Kamada e Vecino a centrocampo, con Anderson e Luis Alberto dietro Castellanos. Marusic e Lazzari gli esterni, Gila-Casale-Patric i tre a difesa dei pali di Mandas.

La prima occasione del match è per i padroni di casa: Ekuban disorienta Gila con le sue finte, calcia sul primo palo ma non inquadra la porta. Altra occasione per i rossoblù al 13’ con Retegui che spedisce alto sopra la traversa sullo scarico di Gudmundsson. La Lazio ha la sua prima chance al 26’ quando Felipe Anderson dalla distanza sfiora il palo. Tudor perde Manuel Lazzari per infortunio ed è costretto a bruciare il primo slot di sostituzioni al 35’ per mandare in campo Hysaj.
Sul finale di tempo il Genoa non riesce ad approfittare degli errori individuali della retroguardia biancoceleste: prima Casale regala palla a Retegui che prova l’eurogol da centrocampo, poi è Ekuban a vanificare un contropiede 3 contro 1, calciando al lato. Si va al riposo sul punteggio di 0-0 e con un Genoa complessivamente più pericolo degli ospiti.

Il copione cambia nella ripresa perché la Lazio cresce in intensità e al 53’ ci prova Luis Alberto ma la conclusione trova la deviazione di Martinez, nonostante il pallone fosse destinato sul fondo. Un’altra occasione per i biancocelesti arriva al 60′: Martin perde palla sul pressing di Marusic poi rimedia murando la conclusione di Felipe Anderson. Dopo 5 minuti finisce sul fondo anche il tentativo di testa di Romagnoli. Il forcing della squadra di Tudor porta i suoi frutti al minuto 67’.
Tutto nasce da una grande verticalizzazione di Felipe Anderson a premiare l’inserimento di Kamada. Il giapponese si porta sul fondo e scarica all’indietro: velo di Vecino, piattone di Luis Alberto che da pochissimi metri non può sbagliare. Lo spagnolo esulta, indicando lo stemma biancoceleste dopo le dichiarazioni della scorsa settimana al fischio finale di Lazio-Salernitana, quando aveva annunciato l’intenzione di abbandonare il club. Il Genoa accusa il colpo, ma al 74’ si presenta nuovamente in avanti con la conclusione da fuori di Gudmundsson. Un minuto dopo i biancocelesti rispondono con Kamada, murato al limite dell’area. Brivido finale con il portiere Mandas che si lascia sfuggire la palla durante una mischia ma poi subisce fallo. Nel recupero il Genoa crea l’ultima occasione del match con De Winter che va a colpire di testa ma sovrasta fallosamente Gila.

Dopo quattro minuti di recupero arriva il fischio finale: la Lazio ottiene la seconda vittoria di fila, portandosi momentaneamente a -3 dal quinto posto, occupato dalla Roma. Il Genoa rimane a quota 39, prendendosi comunque gli applausi di Marassi al termine del match. (m.b.)

Cagliari-Juventus 2-2 (ore 20.45)

All’Unipol Domus, il Cagliari di Claudio Ranieri ospita la Juventus di Massimiliano Allegri.
Il tecnico dei sardi schiera 3-4-2-1: Mina, Dossena e Hatzidiakos i tre a difesa di Scuffet; in mediana Nandez a destra e Augello sulla corsia opposta. in mezzo Makoumbou e Sulemana; in attacco Luvumbo e Gaetano a supporto di Shomurodov.
Allegri risponde con un 3-5-2: superati i problemi fisici torna in porta Szczesny; davanti a lui Gatti, Bremer e Danilo; a centrocampo c’è Locatelli in cabina di regia con Rabiot e Alcaraz intermedi e Weah a destra e Cambiaso a sinistra a completare il reparto; davanti la coppia Chiesa-Vlahovic. 

Comincia bene il Cagliari che dopo due minuti si fa vedere in avanti con Luvumbu ma l’attaccante calcia a lato con il mancino. La squadra di casa, che è molto aggressiva e impedisce la costruzione dal basso dei bianconeri, si fa di nuovo pericolosa all’8′ con Shomurodov. L’uzbeko spreca calciando alto sopra la traversa dopo una situazione da calcio d’angolo. La Juventus cerca di alzare il baricentro ma il lento giro palla non favorisce la manovra. I sardi difendono in maniera compatta e ordinata, senza rinunciare alla fase offensiva. Al 19’ Augello crossa dalla sinistra e Gaetano manca l’impatto con il pallone per pochissimo.
Alla metà del primo tempo si affaccia davanti anche la Juve: Scuffet devia in corner la conclusione di Weah. L’episodio che sblocca la gara arriva al 28′: in area bianconera Bremer colpisce con il braccio sul tentativo di Dossena, l’arbitro Piccinini tramite VAR fischia il rigore che Gaetano trasforma spiazzando Szczesny. Dopo la rete del vantaggio, i padroni di casa mantengono alta l’intensità e continuano ad attaccare e sfiorano il raddoppio al 34’ con Luvumbo che conclude non lontano dal palo. La squadra bianconera non riesce a reagire e il Cagliari ne approfitta: al 36’ Shomurodov lancia a rete Luvumbo, che viene steso da Szczesny e il direttore di gara indica di nuovo il dischetto. Questa volta va Mina che è glaciale e firma il realizza il 2-0. Sul finale di tempo Vlahovic accorcia le distanze ma la rete è annullata per posizione irregolare di Cambiaso a inizio azione.

Le due squadre rientrano in campo con qualche novità: per il Cagliari dentro Prati per Sulemana, negli ospiti Yildiz prende il posto di Alcaraz. I sardi spaventano subito la Juventus: al 49’ Shomurodov cerca Luvumbo a centro area ma l’angolano non arriva per un soffio all’impatto con il pallone. L’undici di Ranieri gioca con entusiasmo e al 52’ il neo entrato Prati impegna Szczesny con una conclusione da fuori.
Dopo un avvio coraggioso dei padroni di casa, la Juventus inizia a muovere il pallone più velocemente, cercando di sfruttare le corsie esterne. Al 61′ Chiesa viene colpito da Nandez al limite dell’area, l’arbitro concede punizione dal limite. Alla battuta va Vlahovic che scavalca la barriera e insacca rinettendo i bianconeri in in partita. La Juve prende fiducia e Allegri ne approfitta per inserire Mckennie per Weah. Risponde Ranieri richiamando in panchina Gaetano per far spazio a Deiola. Chiesa ci prova dalla distanza ma la conclusione finisce alta sulla traversa (69′).
Dalla panchina juventina si alza Milik che al 74′ rileva Locatelli. Forze fresche anche per il Cagliari dentro Zappa e Viola per Nandez e Shomurodov. All’81’ tentativo con il mancino di Cambiaso, Deiola si immola e salva i suoi. Sul finale la pressione offensiva dei bianconeri diventa incessante all’84’ è Vlahovic a sfiorare il pari su un cross dalla sinistra di Rabiot, ma la rovesciata termina alta.
Negli ultimi minuti Allegri gioca la carta Iling-Junior per uno stremato Cambiaso. Gli sforzi degli ospiti vengono premiati all’88’ quando Yildiz salta l’uomo e va al cross dalla sinistra, la traiettoria è insidiosa e trae in inganno Dossena, che in scivolata devia nella propria porta. Ranieri manda quindi in campo Wieteska fuori Hatzidiakos e all’89’ sfiora il nuovo vantaggio: punizione velenosa di Viola e deviazione verso la propria porta di Danilo che sfiora il palo di Szczesny. Reagisce la Juve che al 94’ va a un passo dalla vittoria: traversone dalla destra di Mckennie e deviazione a centro area di Yildiz, Scuffet la vede all’ultimo ma riesce a inchiodare il pallone sulla linea salvando i suoi.
E’ l’ultima occasione della partita che termina in parità: un punto importante per i sardi in chiave salvezza; per la Juve un altro passo verso l’aritmtico piazzamento in Champions League. (g.s.)

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